COVID-19. I soldi sono infetti e trasmettono la malattia

Sui soldi, sia banconote che monete metalliche, il virus si attacca per parecchio tempo. L’emergenza da Covid-19 è proclamata ad alta voce da politici e operatori dell’informazione. I tiggì di tutte le reti radio e tv danno quasi ogni ora i dati sugli infetti e sui morti. Intere aree sono agli arresti domiciliari. Qui, in Calabria, la mascherina è obbligatoria anche all’aperto. Il Comune di Rocca Imperiale ha un lungomare ampio in larghezza e in lunghezza. Alle prime ore del giorno è percorso da una decina di persone. Non c’è assembramento e dal mare arriva aria purificatrice, eppure, secondo le teste d’uovo della Regione (con una presidente abbastanza confusa) a chi è senza mascherina i carabinieri hanno l’obbligo di fare la multa.

Si tratta allo stesso modo la folla, che riempie i marciapiedi di Reggio Calabria o di Crotone, e i pochi camminatori che percorrono in solitaria strade deserte di piccoli paesi. Classico esempio che l’assioma della “legge uguale per tutti” contiene radicati elementi di iniquità. Ma questo dell’uguaglianza è un tema che al momento va ignorato per dare spazio ai soldi sporchi.

«Lavati le mani, hai toccato i soldi e non puoi sapere chi l’ha maneggiati prima di te»: la lezione di mio padre sulla sporcizia dei quattrini non so se all’epoca fosse diffusa nelle famiglie ma adesso è del tutto ignorata.

Il terrorismo dei media si allunga come uno spettro famelico sul nostro quotidiano, “avvertendoci” (meglio sarebbe dire “minacciandoci”) ad ogni passo. Di soldi, però, non si parla. Nessun obbligo di “sanificare” i quattrini. Il negoziante mette in cassa e dà il resto, semmai indossando gli stessi guanti durante tutto il giorno. Tocca i soldi ricevuti, tocca la merce, tocca i soldi di resto e nessun tiggì se ne occupa.

L’Istituto Superiore di Sanità, che in Italia, nonostante le varie commissioni e task-force organizzate per distribuire un po’ di quattrini, resta la massina autorità in campo sanitario, ha prodotto uno studio intitolato “Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19: superfici, ambienti interni e abbigliamento”.

C’è una tabella annessa (riprodotta sotto il titolo) che è chiara ed inequivocabile. Sulle banconote, il coronavirus “vive” per 2 giorni e “muore” dopo 4. E sulle monete di metallo?

Dalla tabella non si vede, perciò riportiamo il testo dell’ISS: «… il virus infettante è rilevabile, in condizioni di laboratorio, fino a 4 ore su rame, 24 ore su cartone, 48 ore sull’acciaio e 72 ore su plastica…».

Di rilievo è anche l’analisi condotta sull’infezione delle mascherine: «Il virus – dicono all’Istituto – persiste sul tessuto esterno delle mascherine chirurgiche fino a 7 giorni…».

L’unica è servirsi di mascherine usa e getta. Ma è tutto inutile finché ci si scambieranno soldi infetti senza alcuna precauzione. Invece di terrorizzare la gente, invece di schiaffarla agli arresti, invece di costringerla ad umilianti pratiche, dovrebbero dire la verità e consigliare di lavarsi le mani dopo aver toccato i soldi, perché quand’ero ragazzino erano soltanto “sporchi” e oggi sono mortalmente infetti.

 

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