Ehi, tu! Stai disturbando con questa croce in pubblico!

Crocifisso a scuola. Alcuni ermellini tornano sul tema

Nonostante banchi a rotelle, mascherine mancanti, distanziamenti fasulli, insegnanti terrorizzati dalla Covid (Co.rona vi.rus d.isease, malattia da corona virus), rispuntano le mai sopite e consuete polemiche sul crocifisso in aula.

Il caso di un prof sospeso dall’insegnamento per trenta giorni, perché, rivendicando libertà di insegnamento e di coscienza in materia religiosa, aveva tolto il crocifisso dalla parete rimettendolo a posto alla fine della sua lezione, ha riacceso i motori della macchina giudiziaria.

La Cassazione, dopo aver ricordato la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (https://internettuale.net/807/strasburgo-il-crocifisso-e-innocuo), la quale aveva deciso che non c’era alcuna violazione, torna alla carica precisando che il crocifisso «pone il docente non credente o aderente ad un credo religioso diverso da quello cattolico, in una situazione di svantaggio rispetto all’insegnante che a quel credo aderisce…». Alcuni ermellini avanzano un nuovo interrogativo: «…ci si può chiedere se, a fronte della volontà manifestata dalla maggioranza degli alunni e dell’opposta esigenza resa esplicita dal docente, l’esposizione del simbolo fosse comunque necessaria o se non si potesse realizzare una mediazione fra le libertà in conflitto, consentendo, in nome del pluralismo, proprio quella condotta di rimozione momentanea del simbolo della cui legittimità qui si discute, posta in essere dal ricorrente sull’assunto che la stessa costituisse un legittimo esercizio del potere di autotutela…».

In conclusione, questi magistrati della Suprema Corte hanno deciso di trasmettere gli atti, concernenti il prof “traslocatore a tempo” del crocifisso, al Primo Presidente Pietro Curzio per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite.

Cosa farà Curzio? La sua è una nomina recente (si è insediato a luglio) e la questione è di quelle che attirano i riflettori. Non appena ci sarà un po’ di calma (leggasi assuefazione) sul fronte scolastico, i media avranno spazio a sufficienza per montare il caso. Sul quale, va ricordato, c’era stata perfino una reazione dei musulmani d’Italia (https://internettuale.net/232/limam-difende-il-crocifisso).

Risuoneranno di nuovo le urla disperate di preti e filoclericali insieme con le “razionali” offensive degli anticlericali d’ogni parrocchia (anche la massoneria è una parrocchia, checché se ne dica)? Oppure Curzio, già allievo di Gino Giugni (ministro del Lavoro, senatore, deputato e accademico), terrà l’invito di questi ermellini nel cassetto? Evitare il confronto/scontro con i magistrati della Corte europea dei diritti dell’uomo sarebbe, comunque, mossa sapiente. Si vedrà.

 

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