Hitler e la riconversione dopo l’8 settembre

A proposito dell’8 settembre del 1943, sarebbe stato interessante conoscere la reazione di Adolf Hitler, il quale aveva già previsto il 25 luglio precedente che gli italiani avrebbero tradito d’intesa con il nemico (https://internettuale.net/3409/il-3-settembre-del-1943-litalia-del-sud-si-arrese-agli-alleati).

Purtroppo “I Verbali di Hitler” cioè la raccolta dei rapporti stenografici di guerra dal 1942 al 1943 (https://internettuale.net/1821/roma-25-luglio-1943-hitler-questo-e-tradimento) resi pubblici su gentile concessione degli americani, presentano un grosso buco: dal 26 luglio saltano al 3 ottobre. La premessa degli americani è che i verbali erano in parte bruciati e che perciò mancano molte riunioni che Hitler teneva regolarmente con i generali. Sappiamo che i sovietici misero le mani su un’altra copia dei verbali e perciò si dovrà aspettare che qualcuno a Mosca si decida a pubblicarli (semmai con le parti mancanti più “fastidiose” per i russi).

La “riconversione” dell’Italia da alleata della Germania ad affiliata degli americani comportò anche un problema di produzione bellica per i tedeschi al Nord. A questo proposito, ecco parte di un intervento di Hitler nella riunione serale del 26 ottobre 1943 nella Wolfsschanze (nella foto sopra ciò che ne rimane):

Il Führer: «E com’è il quadro complessivo del bottino italiano che abbiamo ricevuto?».

Buhle (capo del comando dell’esercito all’OKW): «Per quanto riguarda i cannoni, terrificante..».

Il Führer: «…se gli impianti industriali ci sono, non dovremmo imporre loro le nostre cose, ma semplicemente costruire le cose italiane, è molto più comodo. Ad esempio un cannone (da 12 cm) come questo, se non altro, possiamo utilizzarlo nella difesa costiera. E dobbiamo essere contenti di averlo. Dovremmo continuare a far produrre anche la loro contraerea da 9 cm. La utilizzeremo sulle coste… È meglio di una riconversione. In una riconversione, prima di due anni non esce nulla. Si dice sempre: “Fra un anno la riconversione sarà completata”. Ma se si va a vedere, a gennaio ’45 arriva un cannone, a febbraio ’45 un altro cannone, a marzo ne arrivano due ed in aprile altri due, quindi praticamente nulla. Nel frattempo potremmo continuare la produzione degli altri con almeno 12, 15 pezzi al mese. Se fanno un Ansaldo dovrebbero continuare a produrlo…».

Dopo un’interruzione, Hitler riprende: «Non dovrebbero riconvertire, ma continuare a fare le loro cose… Se quella volta avessimo continuato a lavorare invece di fare quella stupida riconversione alla Skoda, avremmo avuto i nostri obici e oggi avremmo almeno 1.000 obici campali decenti. Così non abbiamo avuto nulla. La mania di riconvertire ci ha fruttato poco. E anche qui è la stessa cosa. Quella gente è messa a punto su un determinato modello. Perché possano fare un secondo tipo si devono prima modificare le macchine ecc. Non ha senso…».

A volte, innestare processi di riconversione serve soltanto a contrabbandare l’idea che si stia lavorando. Se l’Italia è in mezzo al guado è perché il “vecchio” non è stato del tutto superato e il “nuovo”, a parte il fatto che in gran parte è peggio del “vecchio”, stenta a prendere piede (https://internettuale.net/2784/litalia-perse-la-sovranita-nel-1943). Il pragmatismo di Hitler, prezioso in tempi di guerra, sarebbe senz’altro utile in tempi di “riforme”.

 

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