Prima / ATTUALITÀ / Economia / Le banche islamiche non applicano interessi. E funzionano
Una banca islamica a Torino

Le banche islamiche non applicano interessi. E funzionano

Il Corano vieta l’usura e l’interesse (ribā). Come fanno allora le banche islamiche a prosperare? Come fanno a competere con le banche “cristiane” abilissime a far pagare tassi d’interesse che fanno a gara con quelli degli usurai? Alla base della finanza islamica c’è la considerazione del denaro in quanto mezzo per valutare un bene e non un fine.

Ad un imprenditore che non riesce (a volte per colpa della Pubblica amministrazione inadempiente) a pagare un paio di rate del prestito, la banca “cristiana” chiude le linee di credito per cui si attiva un circolo vizioso alla fine del quale il fido viene revocato e l’imprenditore, pur godendo grossi crediti nei confronti dello Stato, deve dichiarare fallimento. La risposta immediata della banca islamica, invece, è la riduzione dell’entità delle rate mentre dà tempo all’imprenditore per farlo lavorare e rimettersi in pari. Il dato stupefacente è che questa “umanità” garantisce alle banche musulmane una maggiore stabilità durante le crisi finanziarie. È un fatto noto anche ai banchieri di casa nostra, i quali accusano il sistema islamico di raccolta e gestione del risparmio di essere “insicuro” perché manca un chiaro obbligo di rimborso dei fondi raccolti dal pubblico. L’obbligo c’è perché è la Legge (la Sharia) che l’impone: l’obiettivo di una banca non è soltanto la realizzazione di profitti, ma è anche contribuire al bene della collettività. Le banche – fra l’altro – fanno prestiti ai poveri e ai bisognosi senza interessi. Due sono i pilastri: l’eliminazione della ribā e degli interessi pecuniari dalle operazioni bancarie e il contemporaneo ricorso a tecniche operative di natura direttamente o indirettamente partecipativa. La finanza islamica si fonda sull’equa ripartizione dei rischi tra il creditore e il debitore.

Chi intende comprare una casa chiede un finanziamento alla banca, la quale acquista l’immobile dal venditore pagando il prezzo richiesto. Al pagamento dell’ultima rata la banca trasferisce la proprietà all’acquirente (cliente-finanziato) ad un prezzo più alto stabilito alla stipula del contratto. La banca ha finanziato il cliente-acquirente senza prestare una somma di denaro a interesse ma mediante una doppia vendita. C’è anche un’altra tecnica (ce ne sono molte e ciascuna con un nome arabo preciso… roba da specialisti) ed è la seguente: la banca compra la casa e si impegna a rivenderla al cliente allo stesso prezzo entro un massimo di 25 anni. Il cliente paga un affitto che viene fissato di anno in anno e corretto al ribasso per tener conto delle rate già pagate. In qualsiasi momento, il cliente può acquistare l’immobile dalla banca.

Sono molte le tecniche messe in atto per non violare la Sharia. Per esempio è stata stabilita la liceità degli interessi pagati sui titoli di Stato del debito pubblico, perché finalizzati all’utilità sociale, al sostegno dello sviluppo sociale e culturale di tutti i cittadini. L’interesse sarebbe la quota del profitto derivata dagli investimenti pubblici spettante al risparmiatore, e, insieme, un incentivo alla raccolta dei capitali per solidarietà sociale.

La finanza islamica si configura come modello alternativo, in quanto propone prodotti finanziari partecipativi, inclusivi, ma non speculativi; e rispettando il divieto di investire nei settori immorali, come il gioco d’azzardo e la pornografia.

Non mancano le spinte verso una “occidentalizzazione” delle banche musulmane soprattutto nei Paesi dove alla Sharia s’affianca il diritto laico. Una delle osservazioni ricorrenti è che certi divieti coranici vanno riletti perché ai tempi di Maometto non c’era l’inflazione.

 

 

 

 

Lascia un commento

Questo sito utilizza i cookies. Se accetti o continui nella tua visita, consenti al loro utlizzo .

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close