La cozza non fa bene soltanto al sesso

È noto che la cozza sia una mano santa per il sesso. Da secoli si dice che abbia un potere afrodisiaco, come le ostriche e il peperoncino, ma è una diceria basata per l’appunto sul si dice. Oggi sappiamo che contiene anche zinco, elemento di grande aiuto nella metabolizzazione del testosterone, importante per la produzione di sperma, per il corretto funzionamento, insomma, di ormoni, insulina, ormoni sessuali e ormone della crescita. Se c’è poco zinco, cala il numero di spermatozoi nel seme. In genere ne abbiamo una quantità variabile da 1,4 a 2,5 grammi e il rifornimento quotidiano dovrebbe essere di circa 10 milligrammi. Gli esperti consigliano porzioni di cozze da 400 grammi almeno due volte a settimana. Tocca perciò sacrificarsi e mangiare più cozze. Uno sforzo che fa anche chi scrive solitamente ogni due giorni. Una faticaccia (per pulirle..).

Comunque, non è della cozza benefica al sesso che qui si tratta, bensì di altri suoi poteri e, specificatamente, della colla che produce per attaccarsi sott’acqua. La “Mussel Polymers Inc.”, (mussel è mitilo in inglese), una startup creata dalla “Wardenclyffe Chemicals Inc.”, ha concesso in licenza la tecnologia brevettata dalla “Purdue Research Foundation”, per una nuova colla adesiva subacquea ispirata alle sostanze adesive delle cozze.

La messa in produzione di questa nuova colla conferma ciò che il Consiglio nazionale delle ricerche aveva annunciato cinque anni fa (https://internettuale.net/2510/cnr-la-cozza-fa-bene-e-afrodisiaca-fa-una-colla-resistente-allacqua-e-ricostruisce-ossa-fratturate). I ricercatori del Cnr descrissero una “colla intelligente” utile allo sviluppo di adesivi sintetici biomimetici, biocompatibili e biodegradabili. Una colla, per esempio, in grado di evitare inestetiche suture chirurgiche, atta a ricostruire tessuti danneggiati oppure ossa fratturate, a riparare i distacchi di retina o ad integrare materiali biomedicali in presenza di liquidi biologici.

Bisognerebbe sempre seguire le attività del Cnr. La ricerca è un lucroso investimento ma i governativi non ci badano perché finanziare qualche migliaio di ricercatori non porta molti voti e, dato principale, i soldi che il governo X spende oggi porterebbero frutti e gloria ad un successivo governo Y. Se i soldi spesi oggi portassero un beneficio domani, tutti i governi aumenterebbero i fondi per la ricerca. Vabbè, queste sono le solite miserie degne dei consumatori-utenti-clienti: ciascuno si becca quello che si merita.

Per consolarci un pochettino, si può aggiungere qualche altra parola sulla cozza, partendo dal nome. Che è una variante meridionale del latino cochlea (chiocciola) diventato coccia nell’italiano volgare (cioè quello delle origini). Da coccia a cozza il passettino è stato veloce. Sarebbe interessante vedere come nelle altre parti d’Italia chiamino questo prezioso mitilo, ma lasciamo ai naviganti il gusto della scoperta sul web.

Continuando: secondo ricercatori di Harvard, le cozze ed ogni genere di molluschi (loro hanno usato il francese coquillage) fanno bene all’amore: le coppie che, mentre cercano di concepire un bimbo, consumano coquillage più di 2 volte a settimana hanno un numero maggiore di rapporti sessuali e riescono a diventare genitori prima delle altre. Il 92%, rispetto al 79%, arriva alla gravidanza entro un anno. Ma questo non interessa molto: fare figli è diventata una seccatura, i costi si sono fatti proibitivi, a non dire della condanna inflitta alla donna che viene limitata nelle sue libertà espressive e modalità di realizzazione del sé. Troppe responsabilità e poi siamo già troppi, il Pianeta scoppia ed è meglio che i figli li facciano in Africa e in Asia.

Tornando alle proprietà delle cozze, va aggiunto che sono degli ottimi antiossidanti, contengono vitamine C e B e sali minerali come potassio, sodio, fosforo (oltre allo zinco, già citato), hanno molto ferro assimilabile (perfetto per gli anemici), sono ricche di iodio, elemento indispensabile per combattere alcune disfunzioni come quelle legate alla tiroide, l’alto contenuto di glucosamina fa della cozza il più potente antinfiammatorio naturale, soprattutto per la cura di reumatismi, artrite e artrosi. Che volete di più?

Mosaico romano originario di Pompei; oggi in Russia.

Ultima curiosità: con un apposito decreto firmato da Giuseppe Castiglione, sottosegretario alle Politiche agricole dal 2013 al 2018, sono elencate le “denominazioni in lingua italiana delle specie ittiche di interesse commerciale” e per le cozze ci sono 4 “denominazioni”. Eccole:

Mytiloida Mytilidae Modiolus barbatus Cozza pelosa o modiola DJB;

Mytiloida Mytilidae Mytilus chilensis Cozza cilena MYC;

Mytiloida Mytilidae Mytilus edulis Cozza atlantica MUS;

Mytiloida Mytilidae Mytilus galloprovincialis Cozza o mitilo MSM;

Mytiloida Mytilidae Perna spp. Cozza verde XMS.

Le cozze verdi vengono dalla Nuova Zelanda; le cozze pelose vivono anche nell’Atlantico orientale, al pari delle cozze atlantiche; le cozze cilene vivono sulle coste del Sudamerica; anche il mitilo, la cozza mediterranea, è sparsa per il mondo e la troviamo persino nelle isole britanniche, in Giappone, in Australia…

Chissà se hanno le stesse virtù terapeutiche di quelle nostre, cioè tirreniche, ioniche e adriatiche. Il peso del contesto a volte è determinante.

 

 

 

 

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