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CONSUMI. 3 – La Società della Terra Piatta non capisce i mercati

Il mercato! La parola che evoca poteri forti, poteri occulti, congiure e riunioni segrete. Come reagiranno i mercati? L’interrogativo che squassa i commentatori e gli economisti a tanto al chilo. Siamo assediati da malvagi finanzieri. I loro guadagni puzzano di sangue e tradimento. Mezza giornata su un qualsiasi social e la sfilza dei demoniaci nostri sfruttatori si apre con Soros e finisce con Soros. Costui è il rappresentante più feroce dei potenti uomini oscuri che tramano come respirano.

Mah! Il novantenne finanziere ungherese con passaporto americano diventò noto alle cronache di casa nostra quando, nel 1992, guadagnò in poche ore un miliardo di dollari speculando sulla sterlina e sulla lira. Inutile entrare nei particolari. I tassi di cambio delle valute oscillano di continuo e se uno azzecca la scommessa ci guadagna. Tutto qua. Se a fare la scommessa, per esempio, sul prezzo del petrolio si mettono insieme centinaia di speculatori, è probabile anche un intervento “parallelo” (un “movimento di liberazione” che incendia pozzi oppure occupa impianti) per cui l’oscillazione del costo del barile viene, per così dire, incoraggiata. Se però tutti gli scommettitori (come succede all’ippodromo) puntano sullo stesso risultato, il rendimento alla fine sarà modesto.

Uno speculatore fa per mestiere speculazioni, ma in genere le sue azioni precedono e non determinano il prezzo di un bene, qualunque esso sia.

Per comprendere questa semplice verità, basta guardare un po’ di cifre. Oggi la Borsa di Milano vale 500 miliardi. A febbraio ne valeva più di 700. A mangiarsi circa 200 miliardi di euro è stato il coronavirus.

La Borsa di New York vale all’incirca 21.000 (ventunomila!) miliardi di dollari.

Gli interessati all’argomento possono farsi una navigazione tra le Borse di tutto il mondo e scoprire alla fine che il valore azionario mondiale è di 74.000.000.000.000 dollari (74 mila miliardi o anche 74 bilioni o trilioni, secondo la scala usata).

Soltanto un fessacchiotto può immaginare che un Soros con un patrimonio di nemmeno 9 miliardi di euro possa determinare il comportamento del mercato azionario globale. Senza contare che ci sono migliaia di Soros i quali fanno più quattrini facendosi concorrenza (che non dev’essere per forza spietata) tra di loro piuttosto che alleandosi. È molto improbabile, per esempio, che un Silvio Berlusconi (patrimonio da 6 miliardi di dollari) stringa alleanza con George Soros.

E c’è dell’altro: quando lo speculatore perde quattrini non va sui giornali o comunque non ottiene lo spazio di quando ne azzecca una. È come la cartomante che dà i numeri al lotto: prima o poi  indovina una combinazione e batte la grancassa che lei l’aveva previsto etc. O come quella che ti legge la mano e se ti capita qualcosa di simile a quello che lei ha “letto” vai in giro a dire che quella è una vera strega etc.

C’è stato un tempo in cui in Italia c’era un grande vecchio, si chiamava Enrico Cuccia ed era un banchiere (patron di Mediobanca, l’unica banca d’affari italiana) al quale si attribuivano poteri decisionali più forti di quelli di un presidente del Consiglio. Era potente, è ovvio, ma doveva costantemente ricercare il consenso nel salotto buono della finanza, all’epoca frequentato dagli Agnelli, Pirelli, Falck…

Quand’è scomparso, vent’anni fa, gli scrittori di trame e complotti sono rimasti orfani, poi, per fortuna, ha fatto irruzione Soros e loro hanno ricominciato a seminare st…upidate.

La domanda che dovrebbero farsi i dilettanti dell’ermeneutica economico-finanziario-speculativa è: cosa sono i mercati? Scoprirebbero così di cedere a interpretazioni come minimo fantasiose, allorché citano lo strapotere del mercato.

Il punto di partenza è che gli uomini pensano in branco, impazziscono in branco ma recuperano la ragione uno ad uno e lentamente. Emergono due attitudini: l’imitazione e il comportamento gregario. Nei mercati azionari essi sono di tutta evidenza. Molti investitori fanno le stesse scelte seguendo il comportamento di altri e le fanno senza tener conto delle informazioni che hanno. L’imitazione, altra forza vitale dell’umana esistenza, porta conseguenze di poco conto nel campo dell’abbigliamento (la donna che indossa scarpe a punte da strega al massimo avrà male ai piedi finché non passi la moda) o in quello dell’arredamento (da topo gigio ai puffi e simili, al futon etc.), ma potrebbe determinare disastri. Essendo, però, la Borsa un sistema complesso non lineare, è assai arduo fare previsioni. Di recente, l’Italia è stata declassata da un’agenzia di rating e il mercato azionario l’ha ignorato. Non importa la “qualità” dell’informazione, conta il sentimento con il quale il branco l’accoglie.

Altro dato non da poco: l’investitore ha come obiettivo acquistare un’attività al di sotto del suo valore atteso. Sposta, cioè, i suoi soldi sulle attività che suppone in crescita. La libertà dell’investitore si esercita nell’ambito delle informazioni di cui dispone al momento ma sceglie fra le alternative date in modo non prevedibile matematicamente. Essendo la legge fondamentale dell’investimento l’incertezza del futuro, ne deriva che non esistono posizioni fisse, ideologie alle quali essere fedeli e neppure princìpi intoccabili.

Come ebbe a scrivere tempo fa il quotidiano americano “The Wall Street Journal”, i banchieri internazionali sono per il libero mercato quando c’è la possibilità di guadagnare un dollaro e credono nello Stato quando rischiano di perderne uno.

Il mercato è un sistema non lineare dove la fisica di Newton (causa/effetto) non funziona come previsto ed è un sistema non stazionario, dove cioè il passato non è buon predittore (in termini statistici) del futuro.

È improbabile che queste noterelle convincano chi crede nel demonio. Non ricordo chi disse una volta che, mentre le navi navigano intorno al mondo, la Società della Terra Piatta continua a prosperare.

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