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GIOCHI. Si tenta la fortuna, ma molti contano sulla truffa

Mio nonno Giovanni, il padre di mia madre, mi faceva entrare zitto zitto in camera da letto, chiudeva la porta e apriva il primo cassetto di un gigantesco comò. Mi guardava con un sorriso furbo e mi mostrava il biglietto della lotteria che teneva nascosto sotto i fazzoletti. «Con questo – diceva – la nostra vita cambierà da così a così» e intanto tendava il palmo della mano e lo girava mostrando il dorso. Era, quello, un appuntamento fisso di Natale. Quando andavamo da lui per le vacanze natalizie, appena arrivati, trovava il modo di farmi vedere il biglietto della fortuna.

Quanta gente sogna di cambiare d’un sol colpo la propria vita! L’anno scorso, gli italiani hanno speso in giochi 110 miliardi e 447 milioni di euro. La diffusione dei devices ha portato anche alla crescita della spesa nei giochi on-line che, nel 2019, è stata di 2 miliardi e 68 milioni di dollari. Vanno aggiunti più di 20 miliardi di euro (stime 2019) spesi nei giochi clandestini gestiti dalla criminalità.

L’insoddisfazione di sé è un sentimento antico. Il poeta latino Orazio scrisse nel 38 una satira che sfotticchiava gli uomini insoddisfatti. «Che fortunati i mercanti!»: diceva il soldato. «Beati i soldati!», diceva il mercante; l’avvocato invidia la sorte del contadino, che a sua volta invidia chi vive in città. «Se a questa gente – scriveva Orazio –  Giove dicesse: “Va bene, sono pronto a darvi ciò che volete: tu eri soldato, sarai mercante; tu, sin qui avvocato, ora sarai contadino; si faccia il cambio, voi da una parte, voi dall’altra. Ma che succede? Nessuno si muove?”. Non se la sentono». «…non avrebbe ragione Giove – concludeva il poeta – a sdegnarsi, sbuffare, e proclamare che d’ora in avanti mai più darà retta ai desideri degli uomini?».

Orazio scriveva nel primo secolo del primo millennio e oggi siamo nel primo secolo del terzo millennio e qualcosa è cambiato. Gli esseri umani soffrono sempre di insoddisfazione, ma se Giove desse a ciascuno la possibilità di cambiare vita, sarebbero in pochi a rifiutare. Non essendoci più le costanti e tutto essendo effimero, cambiare vita non è percepito come qualcosa di definitivo. Si può sempre cambiare il cambiamento. L’amore eterno giurato oggi, domani svanisce. Il solo, unico sogno a tutti comune riguarda i soldi: averne tanti da togliersi tutti gli sfizi. Tentare la sorte è un modo, ma ci sono di quelli che mirano all’affare che muterà la loro vita da così a così. Qualsivoglia affare, anche poco pulito. Anche una truffa. Soddisfare la propria avidità sfruttando quella altrui è punito dalle leggi, ma poco importa. Se va bene, un bel calcio a tutto e a tutti, e si corre incontro ad una nuova vita. Ma non mio nonno, il quale sperava nella Fortuna e mai la sua coscienza gli avrebbe consentito di andare oltre.

Come suo nipote continuo la tradizione e gioco al superenalotto, augurandomi di non vincere troppo per non rovinarmi la vita che ancora mi resta né quella dei miei figli. Finché le contraddizioni sono di questo tipo, uno ci può pure stare. Secondo me.

 

 

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