Uccidono il virus per le strade mentre i passanti fanno - tanto per cambiare - fotografie e filmini

Sars-CoV-2. 22mila morti. Nel 2019 sono stati 54mila al mese

Fino ad oggi i dati ufficiali ci dicono che il coronavirus ha ucciso 21.645 persone. Tocca fidarsi. Non ci sono altri dati. È probabile che in qualche ospedale contano i decessi senza andare per il sottile. È possibile che ai piani alti l’indicazione è di non fare la differenza (come invece fanno in Germania, per esempio) tra i morti di Sars-CoV-2 e i morti con Sars-CoV-2. Tante cose non le sappiamo. Ciò che è certo è che la popolazione si è fatta mettere agli arresti domiciliari senza protestare. La paura di morire è la molla migliore sulla quale i governativi hanno sempre agito per ottenere obbedienza. Perfino nel paesino dove attualmente vivo e dove non c’è stato nemmeno un caso di infezione, gli abitanti guidano l’auto a finestrini chiusi e indossando maschere e guanti. Far presente che le protezioni sono obbligatorie soltanto per alcune categorie di persone, non serve. Le precauzioni non sono mai troppe, mi dicono. Dargli torto è da incoscienti, dunque.

Grazie alla pandemia, i governativi hanno potuto spendere come ai bei tempi del deficit spending. Nessun controllo. Nessuno che ti venga a sindacare sul fatto, per esempio, che ministeri, regioni e palazzi vari abbiano ciascuno una propria commissione di esperti, un proprio comitato tecnico, un proprio team di scienziati, virologhi e professori vari.

È vero che questi costi suppletivi incidono poco sui milioni di euro a disposizione, ma nessuno calcola il danno che tanti galli a cantare facciano nell’italico pollaio già fin troppo starnazzante.

Ci sono settori (il turistico-alberghiero, per esempio) che avranno una marea di decessi; e non per coronavirus. Quanti saranno i bar e i ristoranti che resteranno chiusi anche dopo il permesso di riaprire? La questione della selezione darwinista l’avevamo un pochino tracciata (https://internettuale.net/3776/il-covid-19-paralizza-il-mondo-ma-non-tutto-il-male); qui vanno aggiunte le aziende che faranno boom grazie all’online. Ristoranti, negozi, commercianti con consegne a domicilio, attività ludico-informative, giochi e prestazioni professionali… è difficile quantificare il pil prodotto dai vecchi (che si sono attrezzati) e dai nuovi (che trovano spazi prima chiusi) operatori.

Ma torniamo ai morti.

Lo scorso anno l’Istat contò 647.000 morti. Una media, quindi, di circa 54.000 al mese. Cioè 1.772 morti al giorno. Sono dati del 2019. Se andiamo all’indietro e guardiamo il 2017, di morti ce ne furono di più: 649.000.

Sono numeri. Dietro ciascuna unità c’è una persona che se n’è andata causando dolore in famiglia, lasciando parenti e amici affranti, ma i quotidiani bollettini che terrorizzano la popolazione sono fatti di numeri anche se recitati con la faccia triste.

Il coronavirus uccide, non c’è dubbio. È più letale di altre influenze? Dicono di sì, ma il clima non è di quelli adatti ad analisi oggettive. Pare che ci sia una gara fra i professionisti dell’informazione e gli scienziati (https://internettuale.net/3855/sars-cov-2-scienziati-assunzioni-appalti-tutti-influenzati) a chi faccia più allarmismo. Non abbiamo titoli per contestarli. Questo governo tra l’altro si è assicurata l’immortalità. Niente elezioni per chissà quanto tempo. Per carità, la cabina elettorale è un covo di virus.

Nel frattempo, sono tutti concentrati a scavare la fossa alle amministrazioni di centrodestra per seppellirci il cadavere di Matteo Salvini (e, se continua a crescere, anche quello di Giorgia Meloni).

Diciamo che l’emergenza coronavirus ce l’abbiamo soltanto da un mese (è una falsità ma è necessaria per fare un minimo di confronto) per cui diciamo che i 21.645 morti sono un dato mensile. Vediamo il dato mensile dell’anno scorso: 54.000; cioè più del doppio e possiamo così annotare utili proporzioni.

Ovviamente, diranno: è vero, il numero dei morti non è stato altissimo, ma questo si deve alle misure prese; altrimenti sarebbe stata una strage. Già me li vedo a concionare in tv su come siamo stati tutti bravi.

Poi qualcuno dovrà spiegare come mai in altre nazioni, senza l’imposizione degli arresti domiciliari (vedi Taiwan per esempio) non c’è stata la strage.

Nell’isola (che Pechino vuole inglobare) i morti sono finora 6, e senza imporre il lockdown totale. In più, si sono messi a produrre ed esportare mascherine in tutto il mondo.

 

 

 

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