Usa, 18 ottobre 2019: qualcuno si preparava per l’epidemia

Due realtà a confronto: il “Johns Hopkins Center for Health Security” e Palazzo Chigi (dintorni inclusi).

A fronte del pressappochismo dei governativi nella messa in campo di rimedi all’epidemia influenzale, ci sono esperti di grande rilievo internazionale i quali lavorano giorno e notto per dare all’umanità intera un futuro migliore. Avvezzi all’impiego di energie e “intelligenze” per spartirsi poltrone e cadegrini (per non dire altro), i politicanti di casa nostra sono impreparati a pilotare le emergenze. Non si può disconoscere la loro abilità a trarne il massimo del vantaggio personale, però all’esterno essi appaiono confusi disordinati e casinisti.

Dinanzi al “Johns Hopkins Center for Health Security”, per esempio, somigliano a scolaretti piagnucolosi e indisciplinati piuttosto che ad uomini di governo (donne e transgender inclusi).

Gli esperti dell’Hopkins, in accordo con il “World Economic Forum” e con la “Bill and Melinda Gates foundation”, disegnano scenari catastrofici ed elaborano i rimedi e le azioni di maggiore efficacia e rapidità.

Facciamo un esempio a caso. Nel mese di ottobre dell’anno scorso, e precisamente il giorno venerdì 18, hanno svolto un compitino relativo ad un’attività di contrasto di una forte pandemia. Hanno individuato quali organizzazioni pubbliche e private coinvolgere nel corso dell’azione e hanno preso in esame i contraccolpi a livello economico e sociali. Il testo reperibile sul loro sito è il seguente:

«The Johns Hopkins Center for Health Security in partnership with the World Economic Forum and the Bill and Melinda Gates Foundation hosted Event 201, a high-level pandemic exercise on October 18, 2019, in New York, NY. The exercise illustrated areas where public/private partnerships will be necessary during the response to a severe pandemic in order to diminish large-scale economic and societal consequences».

Andando a leggersi le comunicazioni online, emerge che noi siamo lontani anni luce. C’è in Italia una organizzazione pubblica o privata capace di elaborare progetti per affrontare emergenze improvvise? Certo che non c’è. Da qualche parte pare esista una bozza di piano di evacuazione dei comuni vesuviani nel caso al vulcano gli venisse un’eruzione spontanea. E forse in una qualche università (un tempo a Gorizia c’era un centro studi…) c’è qualcosa di similare, mah.

L’unica cosa che riesce bene ai governativi è proibire. Una volta a Roma prese servizio un questore il quale, essendo stato informato che la delinquenza bazzicava locali notturni progettando crimini,  decise di chiudere night-club, piano-bar e locali vari alle 10 di sera. Cioè praticamente all’orario solito di apertura. Quella volta, non ci fu un obbedisco generale. La paura della delinquenza è roba da poco se paragonata al terrore da virus. Così il questore fu trasferito a “più alti incarichi” e la “Dolce Vita” poté morire di morte naturale.

E in Europa? Ci sono centri paragonabili al “Johns Hopkins Center for Health Security”? A quanto risulta, anche a livello europeo siamo scarsini.

Fusse che fusse la vorta bbona che in Europa ci attrezziamo?

Tornando agli americani, dall’Hopkins hanno lanciato un comunicato per chiarire che loro non ne sapevano niente dell’epidemia in Cina e che fanno studi e niente di più. E non avevano affatto previsto 65 milioni di morti (un’accusa che gira sul web). Anche qui copio e incollo la dichiarazione:

«Recently, the Center for Health Security has received questions about whether that pandemic exercise predicted the current novel coronavirus outbreak in China. To be clear, the Center for Health Security and partners did not make a prediction during our tabletop exercise. For the scenario, we modeled a fictional coronavirus pandemic, but we explicitly stated that it was not a prediction. Instead, the exercise served to highlight preparedness and response challenges that would likely arise in a very severe pandemic. We are not now predicting that the nCoV-2019 outbreak will kill 65 million people. Although our tabletop exercise included a mock novel coronavirus, the inputs we used for modeling the potential impact of that fictional virus are not similar to nCoV-2019».

A completezza d’informazione, va ricordato che Bill Gates disse subito che bisognava chiudere tutto fino alla fine di maggio per fermare l’epidemia (https://internettuale.net/3797/covid-19-i-danni-veri-e-le-speculazioni-dei-millenaristi).

E, per favore, non si prenda da qui lo spunto per dire che è tutta una macchinazione, un complotto e via dietrologizzando.

 

 

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