SARS-COV-2.  Scienziati, assunzioni, appalti… tutti influenzati

La chiusura totale dell’Italia è stata una bella mossa. L’emergenza SARS-COV-2 ha consentito ai governativi di liberarsi dai vincoli di spesa. Ampia distribuzione di soldi alle aziende e ai singoli. Aggiunte di apparati di rianimazione negli ospedali rimpolpati di medici e infermieri. Numerose assunzioni anche nella scuola dove stanno anche arrivando computer e quant’altro per l’insegnamento a distanza. Tecnici assunti appositamente per approntare e insegnare l’uso dei nuovi strumenti saranno in servizio fino al completamento degli incarichi assunti. Probabilmente, molti contratti saranno rinnovati. L’emergenza è talmente grave che nel 2021 avremo ancora bisogno di questo e di quello.

Sostanziosi contratti di consulenza e assistenza scientifica sono stati elargiti a destra e a manca. La parola d’ordine è: sentiamo cosa dicono gli scienziati e in base a questo si mettono in moto le mille manovre utili a drenare consensi da popolazioni spaventate. Qualcuno ha già detto che la mascherina se la leverà a Natale, se tutto va bene.

I laboratori di ricerca possono assumere altro personale grazie ai quattrini che piovono loro addosso da benefattori privati oltre che dalle pubbliche casse.

Per quanto riguarda la produzione e i consumi, lo stop è provvidenziale per l’andamento ciclico. Le fluttuazioni spiegate da un businessman (fra l’altro collaboratore delle rivista “Forbes”) tale Drew Hansen sono necessarie all’espansione capitalistica. In breve: durante le fasi depressive si accumulano nuove opportunità di investimento, la loro utilizzazione acquista poi un ritmo che supera quello con cui i fattori propulsivi creano nuove opportunità e la differenza fra i due ritmi spiega l’arresto dell’espansione e l’inizio di una nuova fase depressiva. È molto sintetizzata, ma si comprende come l’andamento ciclico sia la “natura” del capitalismo. Un andamento che non possono evitare nemmeno le società a capitalismo di stato.

Qual è il problema? È che mentre una società sta in fase depressiva quella concorrente ne approfitta. Stavolta, grazie all’emergenza, l’Italia affronta la fase depressiva senza eccessivi problemi perché stanno tutti in depressione. Anzi, il fatto che la crescita del nostro Pil stia da anni intorno allo zero virgola ci pone in posizione di vantaggio a fronte di quei Paesi come la Germania che non sono abituati a cadute del loro Prodotto interno lordo. A livello economico (industria commercio trasporti etc) l’Italia sta venendo fuori dall’emergenza con più quattrini e più opportunità di investimento. 

Però, il debito pubblico cresce. Embè? Stiamo nella Ue, abbiamo la Bce che compra i nostri debiti, vantiamo un patrimonio complessivo in grado di coprire un livello di indebitamento anche doppio dell’attuale. Nessuno al mondo può dubitare che l’Italia non paghi i suoi debiti, tant’è vero che le aste di titoli pubblici sono sempre affollate di compratori. E allora? Tutto il casino sul debito? La paura di finire come la Grecia? Terrorismo, nient’altro che terrorismo (https://internettuale.net/1375/tre-pil-come-nel-gioco-delle-tre-carte).

Saltiamo la sceneggiata Confindustria-Conte, recitata per far fare all’avvocato la figura dell’uomo forte che non si piega per la salute degli italiani e dare allo stesso tempo un lucroso alibi agli industriali che batteranno cassa anche dopo aver intascato i risarcimenti già stanziati.

Vediamo il capitolo scienziati. Anche qui niente di nuovo. È la riedizione del vecchio ritornello sui tecnici al potere. La crisi della politica che, dopo aver attivato la magistratura per vendette interne, s’è trovata alla mercé di magistrati “televisivi” pronti a incriminare di golpismo fascista perfino una medaglia d’oro della resistenza, ha portato il risultato che è sotto gli occhi: gli avvisi di reato, le indagini, gli scoop di giornalisti amici di magistrati, il continuo martellamento su un ceto politico reso tremebondo dall’ipotesi di finire sotto inchiesta perché s’è messo le dita nel naso e quindi si prende l’accusa di scavi abusivi… lo scenario complessivo è dominato dalle toghe che, fra l’altro, si beccano pure gli applausi degli immancabili forcaioli giustizialisti.

Ebbene lo scienziato è al di sopra delle parti? E come l’ha ottenuta la direzione di XXXX? Come ha avuto la cattedra a YYYY? Con la politica è ovvio. I meriti personali ci sono (a volte) ma sono pari a quelli di tanti altri che restano al palo perché non sono stati capaci di farsi gli amici/complici giusti. Ma c’è dell’altro. Gli scienziati non parlano con una sola voce. Sono in contrasto fra di loro. Per cause scientifiche e per fatti personali. Antipatie, ripicche, vendette… non è che lo scienziato sia un san Francesco o una santa Maria Goretti.

Non si capisce perché dobbiamo seguire i comandamenti degli scienziati di Conte come fossero la voce di Jahvè sul Sinai.

Su tutto questo grava il dato finale sui morti. Avremo mai il bene di sapere quanti saranno stati i morti “di” coronavirus e quelli morti “con” coronavirus? È quasi certo che non lo sapremo mai, perché scopriremmo che l’emergenza è stata gonfiata per motivi di quattrini. E siamo da capo a dodici.

Essendo le epidemie/pandemie influenzali ripetibili anche a distanza di pochi anni, che faremo? Tutti a casa, ogni volta? Ma faciteme ‘o piacere!

 

 

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