PRETI. Nel mondo calano le vocazioni, tranne che in Africa

Il reclutamento di preti e suore va alla grande in Africa. Una volta era il Sud d’Italia a dare “braccia” alla Chiesa di Roma. Per i giovani la scelta era parecchio ridotta: emigrare, fare il carabiniere, fare il prete. Per le giovanotte bruttine e senza dote non c’era scelta. L’unica via era quella del convento. I flussi emigratori hanno subito un rallentamento (adesso sono ripartiti e i giovani più in gamba se ne vanno) e le vocazioni una battuta d’arresto. E non soltanto nel nostro Mezzogiorno. Nei Paesi del cosiddetto Occidente si registra il calo dei preti: in Europa è del 7%. Anche in Oceania la stagione delle vocazioni è avviata al tramonto: -1%. Il Sudamerica ancora regge: il numero dei preti (semplifico per non dividere in diaconi, sacerdoti, presbiteri, vescovi…) è stazionario sui 123 mila. I dati si trovano sull’Annuario Pontificio 2020 e sull’Annuarium Statisticum Eccleasiae 2018.

Complessivamente, nel mondo il numero dei preti è diminuito dello 0,3%. Meno male che ci sono gli africani che hanno registrato un aumento delle vocazioni addirittura del 14,3%, ma anche gli asiatici vanno forte con un +11%. I candidati al sacerdozio nel mondo sono diminuiti da 118.251 unità nel 2013 a 115.880 nel 2018, con un calo del 2%.

La struttura organizzativa della Chiesa di Roma (la prima multinazionale al mondo, non va dimenticato) si è rafforzata dall’inizio del 2019 ad oggi con 4 nuove sedi vescovili, un’eparchia (pari alla diocesi), 2 prelature territoriali, un esarcato apostolico e un’amministrazione apostolica; sono stati poi elevati a sedi metropolitane una sede arcivescovile e 4 diocesi, a sedi vescovili una prelatura territoriale e un vicariato apostolico e 2 esarcati apostolici a eparchie. Bisognava trovare sistemazione per i nuovi vescovi (attualmente sono 5.377) che tra il 2013 e il 2018 sono aumentati di 204 unità. In Europa, nonostante i dati generali in calo, i vescovi sono aumentati del 4,1% a dimostrazione che i “dirigenti” crescono meglio tra gli europei.

E le suore? Come va ‘a capa ‘e pezza? Dalle mie parti la suora si chiama così alludendo al velo (pezza) sulla testa e non c’è intenzione offensiva.

Il loro numero è in crollo verticale. Oggi anche una bruttarella può godere delle gioie della vita e perciò la via del convento non  la prende in considerazione. La chiamata alle armi delle donne di tutto il mondo per la loro riscossa è aumentata di volume e di intensità anche perché è la maniera meno sanguinosa di indebolire il mondo islamico. Le donne in Arabia Saudita, per esempio, possono guidare senza il maschio affianco: la loro emancipazione è d’esempio per l’intero Islam. Scardinare gli antichi equilibri facilita l’omologazione e l’omogeneizzazione.

Quindi ‘e cape ‘e pezza sono ridotte a 642 mila (tra il 2013 e il 2018 sono calate di 53 mila unità!). I dati sono terribili: -15% in Europa, -14,8 in Oceania e -12 in America. A parte la crescita in Asia (+2,6%) è in Africa che la Chiesa fa una sostanziosa mietitura: +9%.

Se qualcuno ancora si chiede perché la Chiesa ama tanto gli africani, la risposta la trova in queste cifre. C’è da scommettere che l’aumento dei cattolici nel mondo (tra il 2013 e il 2018 cresciuti di 75 milioni) lo si deve soprattutto ai nuovi battezzati africani. In controtendenza con il resto del mondo, infatti, è in Africa che aumentano i seminaristi: +15,6%.

I battezzati nel mondo sono un miliardo e 329 milioni. I musulmani sono un miliardo e ottocento milioni. La partita durerà ancora a lungo.

 

 

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