COVID-19. Non è facile contare i morti per influenza

Ogni anno, in Italia, l’influenza determina un eccesso di mortalità: mediamente 8.000 morti. Il Sismg (Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera) registra il numero di decessi per tutte le cause (i dati dei morti per influenza non sono subito disponibili).  Anche il nostro Istituto di statistica, l’Istat, che ogni anno codifica tutti i certificati di morte, compresa l’influenza, impiega circa due anni per dare i dati di mortalità suddivisi per le specifiche cause. Conosceremo, perciò, il numero delle vittime dell’influenza Covid-19 nel 2022, più o meno. Un altro sistema di sorveglianza monitora il numero di decessi attribuibili all’influenza che si osservano nella popolazione di pazienti che ha un quadro clinico molto grave. «Nessuno dei due sistemi di monitoraggio – leggiamo sul sito dell’Istituto superiore di sanità (Iss) – fornisce il numero totale di decessi che l’influenza stagionale provoca ogni anno in Italia».

Le stime degli esperti dicono che in Italia si ammalano d’influenza dai 2,5 milioni (il 4% circa della popolazione) ai 6,5 milioni (circa l’11%) di persone all’anno.

Leggendo i dati Istat degli anni scorsi relativi ai casi di mortalità specifici per influenza, notiamo che i decessi per influenza sono qualche centinaio. Perché così pochi? Perché il virus aggrava le condizioni di persone ammalate di altre patologie (respiratorie, cardiovascolari, etc.) e ne causa la morte. Sovente, poi, il virus influenzale non viene identificato: a nessuno viene in mente di cercarlo oppure la morte è attribuita a polmoniti etc. Ovviamente, può accadere anche il contrario e cioè che tutti i decessi causati da polmoniti etc. siano attribuiti al virus influenzale. Motivi economici e ambizioni professionali possono gonfiare, diciamo così, i dati.

Da ottobre 2018 ad aprile 2019 sono stati segnalati ai vari sistemi di sorveglianza dell’influenza (Sismg, InfluWeb, InfluNet-Epi, InfluNet-Vir) 809 casi gravi provenienti da 19 regioni italiane di cui 8 in donne in stato di gravidanza. Una su quattro di queste persone è morta (198 casi). Si tratta di casi di influenza confermata in soggetti con diagnosi di Sari (gravi infezioni respiratorie acute) e/o Ards (sindromi da distress respiratorio acuto) ricoverati in terapia intensiva. Tre quarti di essi – 601 casi – hanno richiesto intubazione. L’84% dei casi gravi e l’89% dei deceduti erano malati di diabete, tumori, malattie cardiovascolari, malattie respiratorie croniche, obesità. E soprattutto l’80% dei casi gravi non era vaccinato.

Nel periodo che va dal 14 ottobre 2019 fino alla settima settimana del 2020, sono stati stimati circa 5.632.000 casi di sindrome simil-influenzale.

Per quanto riguarda l’influenza Covid-19 (https://internettuale.net/3718/convid-19-la-paura-fa-90-ma-poi-arrivano-i-soldi), su 8.342 casi positivi (fonte Iss del 9 marzo alle ore 10) emerge che l’1,4% ha meno di 19 anni, il 22% è nella fascia 19-50, il 37,4% tra 51 e 70 e il 39,2% ha più di 70 anni, per un’età mediana di 65 anni. Il 62,1% è rappresentato da uomini. Il tempo mediano trascorso tra la data di insorgenza dei sintomi e la diagnosi è di 3-4 giorni. Il 24% dei casi esaminati è in ospedale. L’analisi conferma che il 56,6% delle persone decedute aveva più di 80 anni, e due terzi di queste soffriva di 3 o più patologie croniche preesistenti.

L’influenza è causata da virus che aggrediscono l’apparato respiratorio. Le persone con l’influenza sono contagiose già un giorno o due prima che arrivino i sintomi, e fino a tre-quattro giorni, talvolta anche dieci, dopo l’inizio della malattia.

L’influenza è una malattia stagionale che, nei Paesi occidentali, si verifica durante il periodo invernale (spesso l’origine la si trova in Asia e in Africa).

L’Iss ricorda che i virus influenzali responsabili della malattia nell’uomo sono tre e sono in continua trasformazione, perciò le difese immunitarie sono poco efficaci. È molto importante, quindi, vaccinarsi ogni anno. Questo vuol dire che l’anno prossimo avremo il boom delle vaccinazioni con la quasi scomparsa dei crociati antivaccini.

 

 

 

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