CORONAVIRUS. Si chiama Covid19 e a qualcuno fa bene

Del coronavirus non sappiamo niente. Non sappiamo se una persona ammalatasi e poi guarita sia diventata immune o possa riammalarsi. Non sappiamo quali farmaci siano efficaci. Quando a Roma dallo Spallanzani (l’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani – INMI) è arrivata la notizia che una donna cinese era guarita, seguita a breve dall’altra buona notizia relativa ad un paziente italiano, mica si è capito a cosa attribuire il merito della guarigione. Il direttore della divisione malattie infettive dello Spallanzani Emanuele Nicastri ha spiegato che «per il ricercatore italiano è stato utilizzato un solo farmaco, mentre per la coppia cinese, quando la situazione è peggiorata, abbiamo chiesto l’uso compassionevole di un farmaco, arrivato dall’estero». Cosa significhi “uso compassionevole di un farmaco”, lo sanno soltanto Nicastri e qualche altro addetto ai lavori. A noi non è dato sapere. Non sappiamo nemmeno come abbia fatto questo virus a passare da un cammello all’uomo (o a una donna). Sono finiti i tempi dei cammelli che attraversano le crune degli aghi, purtroppo.

In compenso, vediamo tutti i giorni le conseguenze della quasi-epidemia. Lasciamo stare l’estero e restiamo a casa nostra. Innanzitutto, vanno annoverati i grossi affari conclusi da aziende produttrici di mascherine e disinfettanti. Affari ai quali vanno sommati quelli dei distributori (a non parlare dei soliti sciacalli che hanno aumentato a dismisura i prezzi di mascherine, amuchina etc.).

I focolai individuati in Lombardia e Veneto hanno scatenato gli appetiti famelici del governo giallo-fucsia (come lo chiama mio figlio su “Il Primato Nazionale”) sul bacino elettorale che fino ad oggi ha dato la vittoria alle coalizioni di centrodestra a trazione leghista. Sono partiti in quarta, con il vorace più che mai presidente del Consiglio Conte in testa, per mettere in difficoltà le due amministrazioni regionali. I media solidali con Palazzo Chigi strombazzano errori ed omissioni del presidente della Lombardia Attilio Fontana (oggi con la mascherina e in quarantena volontaria) e del presidente del Veneto Luca Zaia (il quale ha fatto un’infornata di assunzioni per fronteggiare l’emergenza).

Buoni affari si profilano anche per le aziende bloccate dall’emergenza: fioccheranno rimborsi e compensi vari.

Un altro dato certo è che la paura del virus nasconde le grosse picconate alle nostre libertà a cominciare da una legge sulle intercettazioni che mi fa venire a mente un film di quindici anni fa (“Le vite degli altri”) con un agente della Stasi, la polizia dell’ex Germania dell’Est, che spia quotidianamente cittadini “sospetti”.

In effetti, data la struttura scombinata della giustizia (la “g” rigorosamente minuscola) siamo tutti colpevoli e, se non sappiamo dimostrare la nostra innocenza, ce la dobbiamo prendere con pacienza (a non essere volgari).

La lotta politica si arricchirà a breve di nuovi scandali e reati; a carico indovinate un po’ di chi?

Essendo ignorante in virologia (come in centinaia di altre materie) mi rimetto agli esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per riportare alcune brevi note.

Il 9 gennaio scorso, l’Oms annunciava che le autorità sanitarie cinesi avevano individuato un nuovo ceppo di coronavirus mai identificato prima nell’uomo, provvisoriamente chiamato 2019-nCoV e classificato in seguito ufficialmente con il nome di SARS-CoV-2. Il virus risultava associato a un focolaio di casi di polmonite registrati a partire dal 31 dicembre 2019 nella città di Wuhan, nella Cina centrale.

L’11 febbraio, l’Oms ha annunciato che la malattia respiratoria causata dal nuovo coronavirus è stata chiamata COVID-19 (Corona Virus Disease).

I coronavirus (CoV) sono un’ampia famiglia di virus respiratori che possono causare malattie da lievi a moderate, dal comune raffreddore a sindromi respiratorie come la Mers (sindrome respiratoria mediorientale) e la Sars (sindrome respiratoria acuta grave). Sono chiamati così per le punte a forma di corona che sono presenti sulla loro superficie.

I coronavirus umani conosciuti ad oggi, comuni in tutto il mondo, sono sette: 229E coronavirus alpha; NL63 coronavirus alpha; OC43 coronavirus beta; HKU1 coronavirus beta; MERS-CoV (il coronavirus beta che causa la Mers); SARS-CoV (il coronavirus beta che causa la Sars); 2019 Nuovo coronavirus 2019-nCoV.

I coronavirus sono comuni in molte specie animali (come i cammelli e i pipistrelli) ma in alcuni casi, se pur raramente, possono evolversi e infettare l’uomo per poi diffondersi nella popolazione. Un nuovo coronavirus è un nuovo ceppo di coronavirus che non è stato precedentemente mai identificato nell’uomo.

Ad oggi si contano 2.801 morti e 477 casi in Europa. 47 sono ricoverati allo Spallanzani.

La gravità della situazione mondiale non fa ritenere che questo Covid19 farà più morti della Sars-CoV che vent’anni fa uccise un migliaio di persone.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Questo sito utilizza i cookies. Se accetti o continui nella tua visita, consenti al loro utlizzo .

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close