2020. Anno bisestile grazie a Gregorio XIII che saltò 10 giorni

Si affaccia il 2020. Numero calcolato dalla nascita di Cristo. Tutti i Paesi del mondo (con qualche eccezione, Israele, per esempio, calcola gli anni dalla creazione del mondo, e cioè dal 3760 a.C.) hanno adottato il calendario gregoriano. Per gli appassionati cultori di date è una tragedia. I “quando è nato?”, “quando è morto?”, “in che anno scoppiò la guerra?”… e via pretendendo la precisione sono date fissate da convenzioni.

È noto che il primo a dare una sistemata al computo del tempo fu Caio Giulio Cesare. Ovviamente, non fu lui a fare i calcoli ma un astronomo egiziano, tale Sosigene, che calcolò la durata di un anno in 365 giorni e sei ore. Il calendario giuliano funzionò a meraviglia finché non si scontrò con l’esigenza della Chiesa di calcolare la data della Pasqua in base all’Equinozio di Primavera, fissato dal Concilio di Nicea (325 d.C.) al 21 marzo.

Salito al trono il Papa Gregorio XIII si trovò un Equinozio che cadeva l’11 marzo. Una tragedia. La resurrezione di Cristo sarebbe capitata addirittura in Estate! Perciò decise di nominare una commissione di astronomi e matematici con l’incarico di risolvere la questione una volta per tutte.

Quei dotti presero a riferimento i calcoli fatti da Niccolò Copernico (quello che avrebbe poi inguaiato Galileo Galilei…) il quale aveva computato un anno composto da 12 mesi con durate diverse tra loro: in tutto si arrivava a 365 giorni, ma ogni 4 anni diventava di 366 giorni: anno bisestile, come questo 2020 entrante.

Insomma, il calendario giuliano nel corso dei secoli aveva accumulato preziosi minuti ogni anno fino ad arrivare ad un Equinozio in anticipo di ben 10 giorni sulla data fissata dalla Chiesa a Nicea.

Così nel 1582, Gregorio XIII (al secolo il bolognese Ugo Boncompagni) emise una bolla apposita con la quale si stabilì che il giorno seguente al 4 ottobre 1582 diventasse il 15 ottobre. Fu sui Castelli Romani, a Villa Mondragone (nei pressi di Monte Porzio Catone) – probabilmente dopo qualche sorso di cannellino – che il Sommo Pontefice impose il nuovo calendario, che si chiamò gregoriano. Il mondo cattolico dal 4 ottobre passò al 15 saltando letteralmente dieci giorni. Ed ecco perché le date di nascita e morte o di altri avvenimenti non sono “precise” come certuni insegnano.

A consigliare il salto di dieci giorni era stato il medico-astronomo-matematico calabrese Luigi Lilio, membro della commissione dei 5 dotti voluta dal Papa. Gli altri furono Ignazio Danti, matematico di Perugia; Giuseppe Scala, astronomo e matematico di Noto; Giuseppe Moleti, scienziato di Messina, e l’astronomo tedesco Cristoforo Clavio, il quale da buon gesuita fu il presidente del team. Qualcuno dice che fu proprio il gesuita a proporre la cancellazione di 10 giorni in ottobre perché era il mese che contava il minor numero di festività religiose.

Perciò il 2020 scatta nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio perché Gregorio XIII nel 1582 abolì dieci giorni. Una correzione che, comunque, non fa una grinza dal punto di vista astronomico. Tranne che per i fini matematici e astronomi che calcolano perfino i nanosecondi.

 

 

 

 

 

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