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LSEG compra REFINITIV. Milano nella morsa Londra-New York

L’assemblea del “London Stock Exchange Group” ha approvato l’acquisto della società statunitense “Refinitiv”.

Chissenefrega! Invece no! Ce ne deve fregare, eccome. Dovrebbe interessare soprattutto agli appassionati di “signoraggio della moneta”, di “sovranismo” e di “anticapitalismo” con conseguente “morte alle banche”. Si tratta di finanza e perciò i contraccolpi non si vedono subito. Vediamo le parti in causa.

Il “London Stock Exchange Group” è la holding creata nel giugno del 2007 quando il “London Stock Exchange”, cioè la Borsa di Londra comprò la Borsa italiana sborsando 1,6 miliardi di euro. Per addolcire la pillola, gli addetti ai lavori parlarono di “aggregrazione” tra la Borsa di Londra e Piazza Affari, ma la verità è che da una dozzina d’anni i britannici “controllano” (per non dire “determinano”) il mercato azionario italiano. Gli alti e i bassi borsistici di casa nostra (nostra, si fa per dire) andrebbero visti tenendo sempre presente che la musica è suonata dall’orchestra d’Oltremanica.

La società statunitense “Refinitiv” è un colosso che fornisce dati per professionisti del mercato. Questo gigantesco provider di dati è valutato, dollaro più dollaro meno, 27 miliardi di dollari. Il “London Stock Exchange Group” ha una capitalizzazione in borsa di 19,3 miliardi di sterline (un miliardo di sterline di debito) cioè pressappoco 20 miliardi di euro.

Quindi? Gli azionisti di “Refinitiv” hanno ora il 37% del “London Stock Exchange Group”.

La situazione resterà tale? O avremo una scalata interna per cui fra non molto sarà New York a controllare Londra (nel frattempo uscita dalla Ue) e perciò Milano?

Pare che in alcuni ambienti (Cassa depositi e prestiti) stiano pensando di organizzare una cordata “nazionale” in previsione di “eccessive” influenze statunitensi. Non lo so come finirà. Una cosa è certa: tra i tanti combattenti per l’Europa indipendente dovrebbero mettersi al lavoro gli esperti di finanza per seguire più da vicino i “mutamenti” che contano. È più facile seguire gli starnuti di Grillo e i singhiozzi del “Capo”  Di Maio, è ovvio, ma ignorare le azioni di quelli che contano per davvero è roba da suicidi.

 

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