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La Chiesa boccia la politica filoisraeliana di Trump

«Di fronte a recenti decisioni che rischiano di minare ulteriormente il processo di pace israelo-palestinese e la già fragile stabilità regionale, la Santa Sede ribadisce la sua posizione in merito alla soluzione di due Stati per due popoli, come unica via per arrivare ad una soluzione definitiva dell’annoso conflitto». Con questo comunicato ufficiale, la Chiesa fa sapere al mondo che è contraria alla nuova strategia americana tutta a vantaggio di Israele. Il presidente Usa Donald Trump ha, infatti, cancellato l’Hansell Memorandum del 1978, secondo il quale lo Stato di Israele viola il diritto internazionale insediando colonie nei territori occupati della Cisgiordania. È un via libera agli “insediamenti spontanei” mediante i quali Tel Aviv si sta mangiando, foglia a foglia come un carciofo, la Palestina.

«La Santa Sede – aggiunge il comunicato ufficiale – sostiene il diritto dello Stato d’Israele a vivere in pace e sicurezza entro i confini riconosciutigli dalla comunità internazionale, ma lo stesso diritto appartiene al popolo palestinese e deve essere riconosciuto, rispettato e attuato».

In effetti, continua la lunga marcia di Trump a favore di Israele. La decisione della Casa Bianca di ignorare l’Hansell Memorandum ha scatenato le ire dei Palestinesi e perfino dell’Unione europea. Il presidente palestinese Abu Mazen l’ha definita “inaccettabile” e l’Alto commissario per gli affari esteri dell’Ue Federica Mogherini ha dichiarato che per l’Europa quegli insediamenti restano illegali.

L’ultima (in ordine di tempo) decisione Usa si è aggiunta ad una serie di misure americane tutte made in Tel Aviv; e cioè: lo spostamento dell’ambasciata Usa a Gerusalemme; la chiusura dell’ufficio dell’Olp (Organizzazione per la liberazione della Palestina) a Washington; il riconoscimento dell’annessione delle alture del Golan.

Adesso non resta che aspettare un qualche attentato terroristico con conseguente reazione israeloamericana e occupazione di altro territorio palestinese.

 

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