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50° LdP. Paolo VI in Sardegna: e noi con gli anarchici

Non c’ero, quel 24 aprile del 1970, quando alcuni di noi in Sardegna gettarono monetine da 10 lire contro Paolo VI. La polizia caricò i dimostranti e ne arrestò parecchi. A Roma distribuimmo un volantino di solidarietà con gli anarchici sardi. Chiedevamo l’abolizione del Concordato e la confisca dei beni ecclesiastici. Denunciavamo il trappolone di un papa che andava in giro a seminare parole di circostanza. Gli anarchici fecero lo sciopero della fame per protestare contro un pontefice di santa romana chiesa che andava in pellegrinaggio al santuario di “Nostra Signora di Bonaria” e ignorava le tristi condizioni dei minatori. Tranne qualche singola adesione, in Sardegna non si costituì mai un gruppo di Lotta di Popolo. Fummo assenti anche in Sicilia. Insomma, eravamo una forza…continentale. Scherzi a parte, la mancanza di collegamenti organizzati nelle due isole era compensata, per così dire, dalla costituzione di gruppi in Francia, Spagna e Germania (ma questo è un capitolo a parte).

Cosa aveva detto Paolo VI? Ecco uno stralcio: «Salute a te, Sardegna cristiana, Sardegna cattolica, la cui fede è maturata nel sangue di martiri, si è consolidata nell’adesione piena alla ortodossia della fede da parte dei tuoi Vescovi, insigne fra questi l’intrepido Lucifero, ed ha dato nei secoli valida collaborazione all’opera civilizzatrice e santificatrice della Chiesa. Il Papa viene a te, come per ricompensarti di questa antica e provata fedeltà. E ci commuove pensare che, se da oltre millesettecento anni un Pontefice Romano non metteva piede su questa terra, Nostri lontani Predecessori ti onorarono con la loro presenza, e qui passarono attraverso il crogiolo della testimonianza invitta a Cristo: il futuro papa San Calisto fu qui esiliato durante il regno di Commodo, e San Porziano, condannato ai lavori forzati nelle miniere, qui diede la vita per il Vangelo. Due santi Pontefici, Nostri grandi Predecessori, Gregorio Magno e Gregorio VII, ebbero per questa terra sarda speciale cura ed amore». In breve: ti fai una scarpinata del genere per fare una lezioncina di storia ecclesiastica e non dici nemmeno una parola sulle disgraziate condizioni socio-economiche dell’isola?

Qui di seguito il testo del nostro volantino intitolato “SOLIDARIETA’ CON I COMPAGNI DI LOTTA SARDI”:

«La protesta che gli anarchici di Cagliari avevano messo in atto con lo sciopero della fame dopo che il Papa non aveva ritenuto di recarsi nelle zone della Sardegna vittime di un secolare sfruttamento e di una secolare repressione, come Orgosolo e tanti altri paesi del nuorese, è giunta al gesto che ha provocato l’arresto di ventuno compagni di lotta. Un gesto che può scandalizzare le classi privilegiate e i ben pensanti, quelli che conoscono solo la Sardegna di Riva e dell’Aga Khan, ma va compreso da quanti vivono la drammatica realtà sociale della Sardegna, dove ancora tutta la ricchezza proviene dai latifondi, e dove la Chiesa è stata sempre a fianco delle classi conservatrici.

L’Opposizione Extraparlamentare «Lotta di Popolo» afferma la sua solidarietà con i compagni di lotta sardi, che coraggiosamente hanno saputo dimostrare che non tutto il popolo italiano è reso schiavo dal condizionamento clericale, e che ormai non si è più disposti ad accettare le messinscene propagandistiche che la corte pontificia allestisce per rafforzare il suo impero di sfruttamento e di oppressione mondiale. Ribadisce il suo appello alla mobilitazione popolare per l’abolizione di tutti i privilegi clericali, per la confisca dei beni ecclesiastici e per l’abolizione del Concordato».

Per la cronaca: Paolo VI fu il primo pontefice a fare un pellegrinaggio in aereo. Aveva inaugurato la stagione dei voli con il viaggio, nel 1964, a Gerusalemme dove s’era incontrato con il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Atenagora. Dai tempi della “breccia di Porta Pia”, non s’era mai visto un papa fuori del Vaticano, a parte Giovanni XXIII che nel 1962 aveva preso il treno per andare ad Assisi e Loreto. Poi arrivò il giramondo papa Wojtyla che usava l’aereo come un taxi.

Adesso c’è papa Francesco che intende battere il record di volo stabilito da Giovanni Paolo II. Sbagliavamo a dire che i viaggi papali sono «messinscene propagandistiche che la corte pontificia allestisce per rafforzare il suo impero di sfruttamento…»?. Manca soltanto il placet papale all’ingresso di cani, gatti e canarini in chiesa e il giro sarà completo. Un percorso con tutto dentro: dal pacifismo all’ecologismo. I temi del momento sono diventati il pane quotidiano della chiesa.

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