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Scudo penale. Cgil-Cisl-Uil al Quirinale per un patto d’acciaio

Non è chiaro se il cosiddetto “scudo penale” sia o meno l’ostacolo ad una soluzione positiva della vicenda della ex-Ilva di Taranto. In linea di principio dovrebbe essere più che scontato evitare di accusare e condannare persone per reati commessi da altri. La responsabilità penale, insegnarono i Romani un paio di millenni fa, è personale. Condanno Tizio per aver ucciso Caio e lascio in pace la famiglia di Tizio a meno che non ci siano prove certe della sua complicità nell’omicidio. Anche a Roma, comunque, ci sono stati parecchi casi di intere famiglie condannate per le colpe di un singolo. Ma furono eccezioni alla regola. In Italia, la regola è che sei colpevole a meno che non dimostri il contrario. Il giudice se ne sta bello tranquillo aspettando che porti le prove della tua innocenza, se non ci riesci ti condanna e avanti un altro. Di aberrazioni in Italia ce ne sono in quantità industriale, a cominciare dalla cosiddetta “complicità esterna” all’ergastolo “ostativo”. La Giustizia è sepolta sotto montagne di “congetture”, “teoremi”, “se ne deduce che…”… perfino nel Tibet strozzato da Pechino la Giustizia è più viva.

Tornando allo “scudo penale”, va detto che è barbarico (per non dire peggio) che i nuovi padroni di un’acciaieria inquinante debbano finire in galera per l’inquinamento causato dai padroni precedenti. Eppure, una vocina mi dice che questo “scudo” diventerebbe il passepartout per imprenditori imbroglioni. Basta passare i certificati di proprietà dall’uno all’altro e chiedere l’applicazione dello “scudo”. È facile immaginare la marea di ricorsi e controricorsi. Insomma, sarebbe un pericoloso “precedente”, come dicono i legulei.

“Fatta la legge, trovato l’inganno”, dicono i vecchi marpioni. Se i giudici avessero meno libertà di “interpretare” le leggi e fossero costretti ad applicare le norme senza inventarsi “riletture”, tutto filerebbe sui giusti binari. Va aggiunto che i legislatori dovrebbero stare più che attenti a non lasciare buchi interpretativi nelle leggi. Comunque, il dato che fa premio su tutti è la sopravvivenza dell’acciaieria di Taranto e poco conta se per ottenere questo toccherà sterrare sentieri per gli imbroglioni già in attesa.

A forzature e strappi alle regole non ci si fa più caso. L’intervento del capo dello Stato, per esempio, il quale ha ricevuto in Quirinale i sindacalisti Cgil-Cisl-Uil, è stato salutato come grande gesto di responsabilità. Sergio Mattarella, hanno detto, ha voluto far capire che la questione dell’ex Ilva è davvero importante per l’Italia intera. Può essere anche questo. Più corretta sarebbe la lettura seguente: il presidente della Repubblica, perseverando nella linea di sostegno a Giuseppe Conte, ha convinto i sindacati a dare la massima fiducia al presidente del Consiglio. Se fallisce Conte, potrebbe aver detto Mattarella, il governo cade e Salvini vince. Volete voi la vittoria di quel razzista? Facciamo un patto d’acciaio.

Ora i sindacati sanno che non dovranno disturbare il novello Lord Protettore (https://internettuale.net/3541/venezia-taranto-conte-si-candida-a-lord-protettore-ditalia).

 

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