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Il sorriso di Matteo Salvini e di Donatella Tesei eletta presidente dell'Umbria

UMBRIA. Le pillole del giorno dopo sono inutili contro i numeri

Le elezioni in Italia hanno un dopo che è molto più appassionante del prima. Le regionali umbre non fanno eccezione. Il risultato elettorale è commentato in mille modi e con milioni di sfumature. Dicono: Era scontato che il patto Pd-M5s fosse bocciato dall’elettorato. E perché prima l’aveva detto soltanto Salvini? il quale aveva spiegato, per esempio, alla giornalista Myrta Merlino che molti piddini non avrebbero votato per odio ai pentastellati e viceversa. Adesso tutti concordano nel dire che era “ovvio”. Un’altra spiegazione riguarda proprio l’alleanza sodomitica del Conte bis. Dicono: Non c’è stato il tempo di perfezionare l’accordo e la sconfitta non è definitiva. I commentatori tirano in ballo le elezioni europee, sottolineano che il centrodestra già amministrava alcuni Comuni umbri, lamentano la scelta frettolosa del candidato Pd-M5s… riportare tutte le “spiegazioni” e “motivazioni” sarebbe pleonastico. Un giretto sui media e sui social e si ha soltanto l’imbarazzo della scelta.

Per comprendere il terremoto scatenato da Matteo Salvini in Umbria, basta un semplice operazione: confrontare i numeri.

Quattro anni fa, alle regionali, la Lega rastrellò 49.203 voti (13,99%), Fratelli d’Italia 21.931 (6,24%), Cinquestelle 51.203 (14,56%) e il Pd (l’Umbria è stata sempre rossa) ben 125.777 cioè il 35,76% dei voti.

Stavolta la Lega ha ottenuto 111.047 voti (35,81%), Fratelli d’Italia 32.413 (10,45%), Cinquestelle 20.780 (6,70%) e il Pd 69.966 (22,56%).

Sarebbe a dire che la Lega ha guadagnato 61.844 voti e Fratelli d’Italia 10.482 voti, mentre i Cinquestelle hanno perso 30.423 voti e il Pd ha perso 55.811 voti.

Questi sono dati reali. Quanti sono gli elettori che stavolta hanno votato per la Lega e quanti quelli che hanno smesso di votare Pd.

Il raffronto fra le percentuali arriva allo stesso risultato ma consente ai commentatori di sostenere che il Pd “ha tenuto”, che soltanto Di Maio è stato sconfitto et similia.

La domanda dovrebbe essere: perché circa centomila umbri su 455.184 votanti hanno “cambiato bandiera”? Chissà se qualche santone dell’informazione risponderà a questa domanda.

L’altra domanda (che è la stessa di sempre) è: perché 248.412 umbri hanno disertato i seggi? Nonostante la battaglia abbia convinto molti astensionisti a partecipare, ne rimane sempre un grande numero. Se la passione politica riuscisse a smuovere tutti, riducendo fortemente il numero dei “disertori”, sarebbe più difficile per gli strateghi di palazzo fare inciuci e complotti contro il voto espresso. Meditate gente, meditate.

 

 

 

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