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Donatella Tesei, nuova presidente dell'Umbria

UMBRIA: Sì a Salvini, no all’alleanza sodomitica Pd-M5s

L’Umbria ha bocciato l’alleanza sodomitica Pd-Cinquestelle e ha promosso il nuovo centrodestra a traino leghista e guidato da Matteo Salvini. Per avere i numeri precisi, tocca aspettare un po’ di più, ma già dall’afflusso alle urne registrato a mezzogiorno e poi in serata si era capito che gli Umbri erano stati coinvolti più del solito. La volta scorsa (il 31 maggio del 2015) alle 12 aveva votato il 15,39% degli aventi diritto, stavolta è stato il 19,55% e addirittura il 64,69 alle ore 23 (55,43 la volta scorsa).

Nel 2015, dei 705.819 aventi diritto al voto poco più della metà (391.210 per l’esattezza) era andata a votare. Se una popolazione chiamata alle urne risponde per il 55,43% cosa significa se non disinteresse e disaffezione? Gli elettori (e non soltanto in Umbria) vagano di delusione in delusione a cominciare dal fatto che il loro voto non viene mai rispettato per finire alla conclusione che a decidere non sono loro ma pochi cacicchi.

Le elezioni del presidente della Giunta regionale e dell’Assemblea legislativa dell’Umbria di questa domenica 27 ottobre 2019 portano una novità: il maggior coinvolgimento determinato dalla speranza che questa volta le cose cambieranno per davvero. Anche per il conteggio delle schede non valide (bianche incluse), che quattro anni fa furono 17.53, bisogna aspettare i risultati definitivi. Per quanto riguarda il numero degli aventi diritto, va sottolineato che è calato di più di duemila persone (da 705.819 nel 2015 a 703.595) altro segnale del calo demografico, unitamente all’emigrazione di giovani in cerca di lavoro, che impoverisce l’Italia tutta.

E veniamo ai raffronti. La Lega rastrellò 49.203 voti (13,99%), Fratelli d’Italia 21.931 (6,24%), Cinquestelle 51.203 (14,56%) e il Pd (l’Umbria è stata sempre rossa) ben 125.777 cioè il 35,76% dei voti. Gli Umbri hanno segato le gambe dell’alleanza del governo Conte bis, abbandonando in massa sia il Pd che i Cinquestelle.

Tra i due candidati principali e le liste a loro sostegno,

Donatella Tesei (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Umbria Civica e Tesei Presidente) e Vincenzo Bianconi (Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Europa verde, Sinistra Civica e Verde e Bianconi per l’Umbria) gli Umbri hanno scavato un solco più che profondo. Gli altri candidati – Emiliano Camuzzi (Partito Comunista italiano, Potere al Popolo); Rossano Rubicondi (Partito Comunista); Martina Carletti (Riconquistare l’Italia); Giuseppe Cirillo (Partito delle Buone Maniere); Claudio Ricci (Ricci Presidente, Italia Civica e Proposta Umbria); Antonio Pappalardo (Gilet Arancioni) – sono praticamente rimasti al palo.

Promemoria: Le operazioni di voto sono a turno unico (non c’è ballottaggio) sulla base di un’unica circoscrizione elettorale regionale (i seggi sono assegnati in maniera proporzionale). È eletto governatore il candidato che raccoglie anche un solo voto in più rispetto agli altri sfidanti. Il Consiglio regionale è composto da 20 consiglieri più il presidente della Giunta.

La nuova presidente Donatella Tesei avrà parecchio da fare e gli Umbri sperano che non resterà invischiata nella calibratura degli assessorati.

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