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50° LdP. C’erano anche i nazionalisti europei di Pacciardi

Uno dei gruppi dai quali arrivarono più militanti a Giurisprudenza, prima e dopo l’occupazione, e successivamente a Lotta di Popolo fu “Primula”. Attivisti di quel gruppo erano stati in prima fila durante la “battaglia di Valle Giulia” e molti di loro, passata la sbornia contestatrice, fecero carriera in politica, nelle istituzioni, nel mondo accademico e nell’economia. “Primula” era la costola giovanile della “Unione democratica per una nuova repubblica”, il movimento fondato da Randolfo Pacciardi. Mi si rimprovera spesso di non dare informazioni utili al lettore. Addirittura mi dicono che chi legge questi miei “ricordi-resoconti” non sanno nemmeno cosa fosse Lotta di Popolo. Sul web si trova tutto. Clicchi Pacciardi e scopri chi è; Valle Giulia e vedi di cosa si tratta. È vero che le inesattezze, le contraffazioni, le bugie, i sentito dire, i protagonismi del dopo (come per i partigiani: pochi durante la guerra e a milioni dopo la vittoria) e i fatti a volte inventati di sana pianta costituiscono la nervatura, per così dire, del web, ma non me la sento ancora di andare a spulciare tra blog, resoconti “storici” etcetera ecceterone per tentare di correggere le storture concernenti fatti dei quali, quando non ne fui protagonista, ne fui testimone.

Una volta, sul treno Roma-Salerno, mi dilettai ad ascoltare un “fondatore di Lotta di Popolo” mai conosciuto. All’epoca i millantatori mi divertivano, oggi mi fanno pena. In fin dei conti, noi di Lotta di Popolo dovemmo presto abituarci a leggere e ascoltare fesserie. C’erano giornalisti impegnati contro di noi senza alcuna vergogna. Una passeggiata di amici a Matera diventata una violenta manifestazione nazimaoista. Un coltello per tagliare il pane in un nostro campeggio veniva promosso ad arma da guerra. Uno scontro di quattro contro venti era contrabbandato come un’aggressione alla quale pacifici giovani avevano adeguatamente risposto. A dire la verità, questa versione non compariva spesso. Era più frequente quella in cui pochi pacifici giovani erano finiti mazzolati da una squadraccia composta da centinaia di picchiatori.

Anche se tutto ciò non interessa quasi a nessuno (e per di più non sfonda la saracinesca costruita ad arte in primis dalle teste d’uovo del Partito comunista italiano e poi da lottacontinuanti, potereoperaisti, avanguardistioperai e affini), credo sia mio dovere lasciare una traccia. Hai visto mai che uno storico (uno vero, non un Paolo Mieli qualsiasi) tra qualche decennio userà anche i miei pezzulli per ricostruire un’epoca?

Torno a “Primula”. Ho trovato un volantino distribuito all’università intorno al 1968 (non c’è data e non so chi materialmente lo redasse) dal quale emerge una visione dell’Europa analoga alla nostra (io ancora la penso così). Il volantino si appella ai “colleghi”, cioè agli studenti, e parla di “proposizione politica”… insomma lo stile è alquanto retró, ma leggerlo fa comprendere le difficoltà di molti ad approdare al movimento rivoluzionario che chiamammo Lotta di Popolo.

Ecco il testo (ho lasciato le maiuscole e gli accapo originali, ma ho tolto qualche virgola di troppo):

«I Nazionalisti Europei di “PRIMULA” (NR), intendono comunicare ai colleghi un disegno strategico che contribuisca all’esigenza di chiarezza che sempre più va diffondendosi negli ambienti politici studenteschi

     Dopo più di 20 anni dalla fine della guerra, l’Europa non si è scossa ancora dal suo torpore.

     I servi dell’imperialismo sovietico, con la propaganda o con i carri armati, perpetuano la divisione dell’Europa.

     I clienti del protettorato statunitense ingrassano immobili, impotenti e queruli all’ombra delle armi americane.

     Il consumismo, la massificazione, la insignificante coincidenza del capitale col lavoro sono le più importanti cause-effetti del perdurare di questo assopimento, di questa repressione invisibile delle migliori energie umane in Europa.

     Non pochi giovani cercano di rispondere alla sfida di questo spazio ideale così desolante, aderendo ad ideologie esotiche, adatte forse a civiltà contadine, inadatte assolutamente alla nostra civiltà industriale, troppo rozze per la tradizione culturale europea, sradicante dalla nostra realtà storica.

     La risposta a questa sfida dovrà essere Europea; una contestazione non rispondente alle esigenze storiche della nostra civiltà potrà essere valida a livello intenzionale, ma non sarà pertinente e si rivelerà vana.

     La contestazione ha molto cammino da percorrere, dovrà resistere alle involuzioni moderate, alle manovre del potere politico, che con la tolleranza repressiva cerca di intercettare e sviare la contestazione, per inquadrarla nella logica del sistema.

    Una chiara PROPOSIZIONE politica deve così affiancare e sorreggere la lotta studentesca.

L’UNITA’ DELLA NAZIONE EUROPEA E’ LA GUIDA DELLA NOSTRA STRATEGIA, IL POSTULATO INIZIALE, ED INSIEME LA SINTESI DELLA NOSTRA “PROPOSIZIONE”».

La sigla NR sta per Nuova Repubblica che, all’epoca, predicava l’elezione diretta del capo dello Stato attirandosi l’accusa di fascismo nonostante Pacciardi fosse stato comandante del “battaglione Garibaldi” durante la guerra civile spagnola. Ma questo è un altro capitolo.

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