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50° LdP. Quei compagni a guardia della speculazione edilizia

Nel 1972 eravamo impegnati anche sul fronte-casa. A Roma, soprattutto, dove purtroppo decine di migliaia di persone vivono tuttora una tragica emergenza abitativa, organizzavamo incursioni con megafoni, volantinaggi e scritte murali a difesa dei senzatetto che occupavano alloggi in base al solo diritto di avere un riparo dignitoso. A volte, le “autorità” facevano finta di non vedere, altre volte si accanivano e – come dimostrano le vicende di CasaPound – si accaniscono contro gli occupanti con particolare virulenza in base a calcoli economico-politici.

Sia quando si lascia correre, sia quando si sgombera, la “giustizia” e il “rispetto della legge” sono soltanto foglie di fico. E questo l’hanno capito tutti, tranne le “autorità” che ancora perseguono la solita prassi di figli e figliastri.

Una mattina di circa cinquant’anni fa al Casilino, le cose andarono così: mentre facevamo volantinaggio invitando la gente alla solidarietà con chi era costretto ad occupare (i più dopo anni di inutile attesa di un alloggio popolare), una squadraccia di compagni lottacontinuisti e comunisti vari ci assalì all’improvviso a Piazza Sor Capanna. Breve scontro, alla fine del quale ad essere arrestati dalla guardie fummo soltanto noi.

Alcuni nostri compagni di lotta si affrettarono a ciclostilare un volantino per denunciare l’aggressione subita. Dico subito che non è uno dei nostri migliori volantini.

Le esagerazioni (tipo: “una cinquantina di appartenenti al Pci rafforzati da elementi di “Lotta Continua” e di altri gruppi marxisti-leninisti, giunti sul luogo con due pulmini, numerose auto e motociclette”), nascevano da una tentazione alla quale noi arrestati (ricordo Ugo Gaudenzi e Walter Spedicato e mi scuso per aver dimenticato i nomi degli altri, anche se eravamo 6 o 7) non avevamo mai ceduto. Altri non erano del nostro stesso parere e si giustificavano con il fatto che gli organi di (dis)informazione diffondevano montature indegne perfino di un seicentesco tribunale dell’Inquisizione. Sui media, noi di “Lotta di Popolo” eravamo sempre gli aggressori, costantemente in numero preponderante e il più delle volte le nostre vittime erano pacifici studenti o tranquilli padri di famiglia. I gruppi che fanno ancora politica fuori dagli schemi istituzional-parlamentari subiscono identico trattamento.

Torno a quella mattina e al ciclostilato, che, ad un certo punto, denunciava che “la tesi degli opposti estremismi (fosse) a tutto vantaggio del sistema borghese”. Gli “opposti estremismi” furono, in realtà, la chiave inventata dall’accoppiata Dc-Pci che, sia pure per motivi diversi, combattevano qualsivoglia “insorgenza” che potesse minacciare la loro egemonia. C’era anche di più, ma ne parliamo un’altra volta.

Era vero che i compagni vigilavano sui territori come i loro protettori cacicchi vigilavano sulle sezioni. Dominava (non conosco la situazione di oggi ma non credo sia mutata) una sorta di mafia che controllava strade e marciapiedi al punto che perfino una sacrosanta lotta come la nostra contro ignobili speculazioni edilizie, che prosperavano su mazzettari e squallidi amministratori, doveva essere stroncata perché “invadeva” il loro territorio. Ma ho detto abbastanza. Qui di seguito riporto il testo integrale del volantino. Ultima noterella: il titolo “Politica dell’intimidazione” era in effetti un non-titolo, a testimonianza che la buona volontà è condizione necessaria ma sovente non sufficiente. 

 

«POLITICA DELL’INTIMIDAZIONE

La mattina del giorno 11/6/72 militanti di “Lotta di Popolo” hanno effettuato una distribuzione di volantini nel quartiere Casilino, per denunciare la speculazione edilizia di cui la zona è vittima e le complicità politiche che la permettono.

Durante questa azione venivano fatti oggetto di minacce da parte di esponenti locali del Pci, i quali affermavano che non avrebbero tollerato la presenza nel quartiere di gruppi politici non allineati con loro.

Non avendo dato peso alla pur grave provocazione i membri del Movimento portavano a termine il volantinaggio. Senonché, mentre si trovavano in un bar venivano aggrediti da una cinquantina di appartenenti al Pci rafforzati da elementi di “Lotta Continua” e di altri gruppi marxisti-leninisti, giunti sul luogo con due pulmini, numerose auto e motociclette.

Il ricorso alla violenza come mezzo di sopraffazione ideologica e politica da parte dei gruppi marxisti-leninisti testimonia la mancanza di una loro strategia autonoma che rilancia, di fatto la tesi degli opposti estremismi a tutto vantaggio del sistema borghese.

Ancora una volta sono evidenti i legami intimi tra “Lotta Continua”, il Pci e il Partito socialista italiano, i quali impegnati nella cosiddetta strategia delle riforme, in particolare per la casa, vengono smascherati dalla nostra azione come burocrazia che favorisce e vive della speculazione edilizia.

O.L.P. Lotta di Popolo».

Passata la buriana, una tiratina d’orecchie agli autori del volantino la facemmo condendola di sfotticchiamenti. Prendevamo le cose seriamente ma non ci prendevamo mai sul serio.

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