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50° Lotta di Popolo. Chi è consapevole ha volontà politica

Un volantino firmato “Opposizione extraparlamentare Lotta di Popolo” riassume in quindici righe la nostra strategia. A prima vista, potrebbe sembrare un documento “sovranista” e questo perché mancano riferimenti all’Europa. Conoscendoci, si potrebbe al massimo accusarci di “nazionalismo europeo”. La riconquista della nostra sovranità non passa attraverso l’isolamento. Quando le nazioni colonialiste dominanti decisero di punire l’Italia per la conquista dell’Etiopia decretando fortissime sanzioni economiche, fu fatto uno sforzo enorme per non affondare sotto quel peso, ma il regime di autarchia ebbe successo perché l’Italia poté contare sull’aiuto della Germania nazionalsocialista… ma torniamo a noi.

Lotta di Popolo era per noi un obiettivo, non una mera, sia pure affascinante, etichetta politica. Oggi, non me la sentirei di invocare il Popolo. La situazione è tutt’affatto diversa e occorrono nuovi strumenti e nuove tattiche, la strategia essendo ovviamente la stessa.

Ecco il testo di quel volantino (che, come tanti altri nostri documenti, non porta la data, ma soltanto l’indicazione della tipografia):

 

«Il potere politico oggi in ITALIA non è nelle mani del POPOLO ITALIANO.

Esso è detenuto attraverso i partili e i sindacali da una casta chiusa di politicanti al servizio degli interessi dell’Imperialismo americano, del Valicano, dell’U.R.S.S., e del grande capitalismo internazionale.

Affinché il POPOLO ITALIANO possa di nuovo esprimere una volontà politica che rispecchi i propri interessi, deve prendere coscienza di tale situazione e sconfiggere i suoi nemici interni mediante una LOTTA DI POPOLO per la liberazione nazionale».

 

Non eravamo ancora arrivati alla crasi “capitalimperialismo russoamericano” e non citavamo esplicitamente il Sionismo, limitandoci a citare il “grande capitalismo internazionale”, ma il messaggio era chiaro: gli italiani dovevano prima comprendere in quale stato fossero e poi avrebbero potuto lottare per riprendersi le libertà perdute. Oggi, si sfogano sui social, fanno i protagonisti del twitter, ma la situazione non è affatto cambiata. Anzi. È peggiorata.

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