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OCSE. Giovani italiani: analfabeti ma tutti interconnessi

Che i giovani italiani siano in gran parte ignoranti non è una novità. È sufficiente un rapido giro sui cosiddetti social per registrare assoluta assenza della sintassi e insufficiente conoscenza della grammatica (https://internettuale.net/250/analfabetismo-e-mignolo-di-lettura).

Ma c’è di più. L’Ocse (l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che vede l’Italia tra i Paesi fondatori) ha acclarato che gran parte della nostra iperattiva (sul telefonino) gioventù non è in grado di riconoscere il punto focale di un testo né di comprenderne le relazioni ed il significato.

Al livello 2 (la scala Ocse arriva a 6) non arriva un quarto di giovanotti e signorine. Soltanto lo 0,6% dei quindicenni italiani raggiunge un livello maggiore di preparazione contro l’1,1% della media Ocse.

Il livello 6 è il più alto e consiste nella capacità di chi legge di fare confronti e contrapposizioni, integrando le informazioni raccolte in più testi. Applicando il parametro “Riflettere e valutare”, si chiede a chi legge di ipotizzare o valutare in modo critico un testo complesso, applicando conoscenze elaborate e raccolte al di fuori del testo che sta leggendo (https://internettuale.net/258/bonaiuti-vuol-far-crescere-il-mignolo).

Ebbene il 5,1% degli italiani arriva al livello 5, mentre la media Ocse è del 7,2%.

Tra i diciottenni, 1 su 6 sta al livello 1: la loro comprensione del testo si esplicita nel riconoscimento del tema grazie al fatto che l’informazione nel testo è evidente e richiede connessioni facili.

I test dell’Ocse si chiamano “Pisa” (Programme for international student assessment) e sono realizzati per misurare la competenza di lettura: chi capisce ciò che legge sviluppa conoscenze necessarie per svolgere un ruolo attivo nella società.

Quando si va sui cosiddetti “social”, ci si imbatte in una folla di persone le quali commentano e sparano giudizi. I dati Ocse mostrano che di questi giovani commentatori molti non sanno nemmeno di cosa parlino.

Pisa” è un’indagine internazionale che valuta ogni tre anni il livello di istruzione degli adolescenti dei Paesi industrializzati.

In Italia, la situazione è particolarmente penosa perché 4 italiani su 10 dai 25 ai 64 anni non sono diplomati. E dei ragazzi tra i 18 e 24 anni con licenza media, molti non sono interessati ad ulteriori corsi scolastici e pochi fanno corsi di formazione professionale.

I ragazzi di oggi non sono granché diversi da quelli esaminati 15 anni fa: nel 2003 la media Ocse era di 494 e noi stavamo fermi a 476. Eravamo come oggi ultimi nella fila: in matematica Hong Kong batteva l’Italia 550 a 466, la Finlandia stravinceva in lettura 543 a 476 e in scienze 563 a 486. La Corea del Sud ci surclassava 550 a 489 nella capacità di risolvere problemi.

 

 

 

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