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1980: “Pugillari” e le spese del Coni per i giochi a Mosca

Con il titolo “Olimpiadi: che affare!”, partì il primo numero dell’agenzia “Pugillari”. Me l’ha ricordato Achille facendomi notare che la facemmo tre anni prima di “Drus” (https://internettuale.net/3342/drus-la-nostra-quercia-e-quella-del-pci-pds).

Il nome si rifaceva all’antica Roma. Copio e incollo la definizione della Treccani: «pugillare s. m. [dal lat. pugillaris, agg., «che sta nel pugno»]. – Per lo più al plur. pugillari (lat. tabulae o cerae pugillares, o anche pugillaria, s. pl. neutro), tavolette cerate di piccolo formato, legate di solito in gruppi di 2 o 3, oppure fogli di pergamena, usati nell’antica Roma per lettere, annotazioni di viaggio o scientifiche, o per altri scopi».

Insomma, era nostra intenzione tirare cazzotti al “sistema” e, siccome eravamo piccoli, erano cazzottini o, se preferite, punture di spillo. Si fa quel che si può: l’importante è conoscere i propri limiti e comportarsi di conseguenza.

Scartabellando, ho trovato il primo numero dell’agenzia. Dedicata tutta al Coni, il Comitato olimpico nazionale italiano, che si “attovagliava”, cioè si preparava con una grande abbuffata alle Olimpiadi di Mosca. Tra parentesi, i giochi furono boicottati dagli Stati Uniti (l’Urss aveva invaso l’Afghanistan) portandosi dietro una sessantina di Paesi. L’Italia si pose nel mezzo: aderì al boicottaggio ma spedì gli atleti a gareggiare sotto la bandiera olimpica e non con il tricolore (non fu l’unica, la stessa cosa fecero la Francia, la Gran Bretagna e qualcun altro che non ricordo). Fu una grande prova di equilibrismo.

Pugillari” nacque come supplemento alla rivista “Orientamenti” (della quale mi occuperò in un altro pezzullo) e il primo numero – che ho sotto gli occhi – spiegava che la rivista “Orientamenti e Proposte” cambiava il nome in “Orientamenti” per non confondersi con altre. Non ricordo affatto la vicenda (la mia memoria, già debole in gioventù, ora è ridotta ai minimi termini) e se qualcuno volesse far luce mi farebbe un grosso piacere.

Cosa scrivemmo a proposito del Coni in partenza per Mosca? 

Intanto riportammo la cifra di un primo preventivo fatto dalla dirigenza del Comitato splendidamente alloggiato in Viale Tiziano a Roma. La spesa preventivata era di oltre 306 milioni di lire (306.054.496 per l’esattezza) e scrivevamo (lascio il maiuscolo usato da “Pugillari”): «PRECISIAMO, A SCANSO DI EQUIVOCI, CHE TALE CIFRA RIGUARDA ESCLUSIVAMENTE LA COSIDDETTA INTEGRAZIONE-VITTO (A MOSCA SI MANGIA POCO E MALE) E L ‘ABBIGLIAMENTO (A MOSCA BISOGNA FARE LA FILA PER COMPERARE UN FAZZOLETTO)».

«GLI ATLETI ED I LORO ACCOMPAGNATORI – scrivevamo – DOVRANNO, SECONDO LE STIME DEL CONI, CONSUMARE DURANTE LA LORO PERMANENZA IN RUSSIA: 200 KG DI PARMIGIANO (1.800.000 DI LIRE) 350 KG DI POMODORI PELATI (227.500), 200 KG DI PASTA (240.000) E COSI’ VIA … MANGIANDO. INSOMMA, CI VORRANNO CIRCA OTTO MILIONI DI LIRE PER «INTEGRARE» IL VITTO CON DIECIMILA BOTTIGLIE DI ACQUA MINERALE, CON 1.500 LITRI DI VINO, CON CINQUANTA CHILI DI CAFFE’, ETC.  PER CONSUMARE TUTTO QUESTO BEN-DI-DIO CE NE VORRA’: TROVERANNO IL TEMPO PER OCCUPARSI DELLE GARE?». Beh, il tempo lo trovarono perché riportarono a casa 15 medaglie fra oro, argento e bronzo. 

Erano, comunque, parecchi soldi e così facemmo una controprova: «CI SIAMO PRESI LA BRIGA DI CONFRONTARE I PREZZI IN UN SUPERMERCATO DI ROMA SCELTO A CASO ED ABBIAMO SCOPERTO CHE AVREMMO – DA PRIVATI CITTADINI – COMPRATO LE STESSE COSE NELLE MEDESIME QUANTITA’ RISPARMIANDO 2.607.800 LIRE. QUANTO ANCORA AVREMMO RISPARMIATO ANDANDOLE A COMPRARE ALL’INGROSSO?».

Anche per vestire atleti e accompagnatori, il Coni non badò a spese. E noi facemmo un po’ di conti: «SARANNO NECESSARI CINQUECENTO ACCAPPATOI, MILLE ASCIUGAMANI, 450 IMPERMEABILI. PIU’ DI DUEMILA CAMICIE, 420 VESTITI, E POI FOULARDS (350), CRAVATTE (420), BORSETTE (40), VALIGIE (500) E CINTURE (500). FACENDO LE DIVISIONI, APPRENDIAMO CHE UN IMPERMEABILE COSTA DUECENTOMILA LIRE CADAUNO ED UN VESTITO 170.000. PREZZI CHE SAREBBERO – FORSE – GIUSTIFICATI AL DETTAGLIO MA CHE SONO ASSURDI ALL’INGROSSO. E POI: A CHI SERVIRANNO 450 IMPERMEABILI DAL MOMENTO CHE AL MASSIMO ANDRANNO A MOSCA DUECENTO PERSONE? E PERCHE’ TRENTA PERSONE AVRANNO IL LORO BELL’IMPERMEABILE, MA RESTERANNO SENZA VESTITO?».

Non era male, per un’agenzia fatta da extraparlamentari senza padrini e senza protettori né parlamentari amici. Ovviamente, il Coni se ne fregò e spese pure qualche lira in più, ma noi avevamo dato il nostro colpetto.

 

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