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50° LdP. Il 1972 fu il nostro anno cruciale

Il 1972 fu l’anno cruciale per l’Organizzazione Lotta di Popolo (OLP). C’erano state – come ho avuto modo più volte di ricordare – pericolose avvisaglie di un trappolone ai nostri danni per scaraventarci di forza nel “terrrorismo” che, dalla strage di Piazza Fontana in poi, stava cominciando ad impazzare a “sinistra” come a “destra”. Al sistema di potere Dc-Pci serviva il sangue versato dagli “opposti estremismi” per varare equilibri politici nuovi rispetto a quelli imposti dalla logica di Jalta.

L’incontro che organizzammo a Roma nel maggio del 1972 era stato deciso per tastare il polso a tutte le componenti, ma anche – e questo si capì qualche tempo dopo – a Ugo per organizzare la scissione d’accordo con i gruppi napoletani. Ai fini di queste mie personali celebrazioni del 50esimo di Lotta di Popolo, basti il cenno fatto. Non è questa la sede per parlare di scissioni e manovre varie.

Il documento che propongo è l’originale di quello che fotocopiammo e spedimmo a tutti i compagni di lotta. Da quel “lì 8 maggio” chi mi conosce capisce che il testo fu scritto a più mani. Fattore rivelato anche dai brevi riferimenti “storici” che erano il pallino di Ugo.

Non potendo scrivere che eravamo preoccupati per una serie di informazioni “riservate” che ci riguardavano, presentammo l’incontro come un semplice confronto politico-elettorale. Dicendo che l’incontro sarebbe stato continuo, cioè con la sola data di inizio, facevamo capire ai nostri che la cosa era importante, per cui tutti avrebbero potuto programmare la venuta a Roma secondo le proprie disponibilità.

Ecco il testo:  

«Nel 1968 – 1969, l’O.L.P. nasce da un rifiuto spontaneo e totale dei modelli di vita capitalisti e marxisti, entrambi espressioni “politiche” della stessa concezione borghese del mondo.

Nel 1970 – 1971, l’Organizzazione Lotta di Popolo, proprio nelle lotte popolari, verifica continuamente la validità delle tesi politiche elaborate.

Nel 1972 l’OLP, “per unire il popolo italiano nella lotta di liberazione nazionale al di fuori e contro le ideologie, le istituzioni e le organizzazioni che attualmente lo dividono e lo soggiogano”, sviluppa i propri strumenti organizzativi sia ampliando i quadri dei militanti, sia riproponendo un aggancio con un mondo culturale per favorire un legame ancora più saldo tra teoria e prassi.

Al di là di queste elezioni ed oltre le illusioni sollevate dalla rinata contrapposizione tra una “nuova” destra moderata ed una “nuova” sinistra riformista, a livello popolare c’è una costante diminuzione di credibilità politica per le componenti partitiche parlamentari e sindacali. Il logico sbocco di questa situazione è uno scontro duro e risolutivo a livello extraparlamentare.

Per analizzare e confrontare insieme i risultati delle elezioni politiche generali, l’Organizzazione Lotta di Popolo ha promosso, per venerdì 12 maggio dalle ore 19 alle 23, un incontro continuo presso la propria sede centrale di Roma».

La circolare era firmata “la segreteria organizzativa” e specificava: «La presente vale come invito ed è strettamente personale».

Il riferimento alla “diminuzione di credibilità” preconizzava l’inizio di una rivolta di massa. Invece fu soltanto l’inizio del forte astensionismo elettorale (a volte più del 50% degli aventi diritto diserta le urne) e l’apertura a movimenti “innovativi” di protesta e proposta (da Forza Italia in poi). Ma, ripeto, quella era la facciata. In effetti si trattava della nostra sopravvivenza come movimento.

 

 

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