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DRUS. La nostra quercia e quella del Pci-Pds

“Drus” fu un’agenzia che c’inventammo (eravamo in tre: Achille, Gilbert ed il sottoscritto) per tentare di frenare la deriva armata di giovani e gruppi genericamente etichettati di destra.

Scartabellando, ho trovato un servizio del “Corsera” (venerdì 12 ottobre 1990) interamente dedicato alla trasformazione del Pci che cambiò nome e simbolo. Al posto della falce e martello fu disegnata una quercia per il nuovo partito battezzato Pds (Partito democratico della sinistra).

Il disegnatore, tale Bruno Magno funzionario comunista dal 1972, spiegò in un’intervista pubblicata a pié di pagina: «… si è detto che sembra una quercia. Non lo so. Io ho disegnato l’archetipo di un albero, così come può farlo un bambino». Un bambino che raffigura un archetipo? Sarebbe miracoloso se un infante scrivesse l’Iliade, l’archetipo di tutti i poemi epici. Roba da Nobel!

L’allora giovane Francesco Rutelli, scelto per beltà e sex appeal sindaco di Roma, pensò bene di schiaffare un albero (una quercia? chiedete a Magno) su un muro a ricordare il ricostruttore dei giardini di Piazza Vittorio. Come tutti i grandi della storia, volle perpetuarsi nella memoria collettiva; e cosa c’è di meglio se non un muro? Comunque il Pds durò pochi anni (non più di sei, mi pare) perché la grande opera di autoripulitura (che oggi consente ai comunisti di fare i verginelli a proposito dei rubli intascati per decenni da Mosca) non è ancora del tutto compiuta.

Il primo numero di “Drus” lo distribuimmo a maggio del 1983. La testata, disegnata da Achille (io m’ero limitato a suggerire il nome), portava una quercia con il tronco e la chioma formati dalla parola Drus. 

Con il titoletto “Le nostre radici”, spiegavo la scelta del nome: «Questo è il primo numero di “Drus”. E’ l’agenzia dell’associazione culturale che porta lo stesso nome. Il simbolo è una quercia perché “Drus” – un’antichissima “parola” indoeuropea che faceva riferimento a “ciò che sta fermo” e quindi ai concetti di “fedeltà e di “essere fedele”- nell’antica lingua greca significava “quercia”. “Drus”, perciò non è una semplice “testata”. E’ molto di più. Significa restare ben saldi quando tutti intorno impazziscono e si agitano».

Sette anni dopo, Magno avrebbe dichiarato: «Mi è parsa la chiave migliore per coniugare insieme tradizione e novità, radici e futuro».

È certo che della radice indoeuropea e del sostantivo greco non aveva la più pallida idea.

“Drus” fu il nostro strumento per far capire, in quegli anni di grande casino, che la scelta migliore era “stare saldi” e non farsi invischiare nel blob impastato da chi aveva tutto l’interesse a farlo. Guarda caso, dal Pci-Pds-Ds-Pd… e continua.

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