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Il piccolo camposanto teutonico visto dall'alto

CASO ORLANDI. Al cimitero teutonico soltanto ossa antiche

Le operazioni al camposanto teutonico alla ricerca dei resti di Emanuela Orlandi (https://internettuale.net/3303/caso-orlandi-recuperate-le-principesse-sabato-le-analisi) si sono concluse alle 12,30 di oggi, domenica 28 luglio. La sala stampa della Santa Sede ha diffuso la notizia che il prof. Giovanni Arcudi «non ha riscontrato alcuna struttura ossea che risalga ad epoca successiva alla fine del 1800». Un buco nell’acqua, dunque.

Quando abbiamo saputo che dai loculi erano scomparsi i resti di due principesse, s’era fatto grosso il dubbio che “sotto ci fosse qualcosa”. Sembrava proprio una manovra diversiva. Com’era possibile, infatti, che in quel cimitero si facessero lavori e traslochi (di ossa) senza che i responsabili fossero quantomeno informati?

Giada Aquilino (“Vatican News”) ha scritto che «i campioni sono stati repertati e trattenuti presso il Comando della Gendarmeria a disposizione del Promotore di Giustizia». Come mai? Perché il perito di fiducia nominato dalla Famiglia Orlandi aveva chiesto di fare accertamenti su circa 70 reperti ossei e Arcudi non aveva avallato la richiesta «perché le medesime strutture ossee hanno caratteri di datazione molto antichi».

A occhio nudo – si fa per dire – si vede che si tratta di ossa antiche per cui non possono assolutamente appartenere alla giovane Emanuela scomparsa soltanto trentasei anni fa.

Sul comunicato ufficiale leggiamo tra l’altro: «La trasparente volontà della Santa Sede è peraltro già emersa» per le indagini nella sede della Nunziatura a Villa Giorgina «per le quali è stata comunicata, in data 3 luglio, la richiesta di archiviazione da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma». I reperti risalivano negli anni tra il 90 e il 230 d.C.

Il mistero-Orlandi continua e tutto fa pensare che ci saranno, ovviamente non subito ma fra un po’ di tempo, altre “rivelazioni” e/o segnalazioni anonime.

 

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