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50° LdP. A Milano, goliardia e serietà

Il disegnino del fucile d’assalto sul documento milanese (https://internettuale.net/3308/50ldp-a-milano-lavanguardia-rivoluzionaria-per-leuropa) ha causato un po’ di sconcerto. Mai e in nessuna occasione noi di Lotta di Popolo abbiamo pensato alla lotta armata. Anzi. Con Achille e Gilbert m’inventai un’agenzia proprio per spiegare a giovani troppo “entusiasti” che imbracciare le armi faceva il gioco del sistema. Apro e chiudo: le Brigate Rosse avevano alle spalle fior di comunisti di tutte le età con strumenti risorse avvocati etc. Sul nostro versante vigeva una splendida solitudine. Ma di questo avrò modo di parlare più in avanti.

Stavolta propongo un ciclostilato del gruppo di Milano a dimostrazione che erano giovani un po’ goliardi, anche. Credo sia l’unico documento al mondo firmato da una “Casa Editrice” senza accesso ad una tipografia.

Intitolato «Noi non organizziamo incontri di pugilato», il volantino recitava: «DALL’ETA’ DI OTTO ANNI ABBIAMO SMESSO DI GIOCARE AI RAGAZZI DELL.A VIA PAL: CIO’ SIGNIFICA CHE, QUALUNQUE COSA FACCIANO I FASCISTELLI DEL MOVIMENTO STUDENESCO, NOI CONTINUEREMO TRANQUILLAMENTE A PORTARE AVANTI IL NOSTRO DISCORSO POLITICO.

GLI APPARTENENTI AL MOVIMENTO STUDENTESCO, INVECE, CONTINUERANNO A FREQUENTARE CORSI DI “KARATE” E SI RIMBOCCHERANNO LE MANICHE DURANTE L’INTERVALLO PER MOSTRARVI I BICIPITI E SPIEGARVI COME – IN DIECI – SI POSSA RIUSCIRE AD ASSALIRE ALLE SPALLE ED A PICCHIARE UN APPARTENENTE A “LOTTA DI POPOLO”».  

Non era pensabile che un giornale, una radio, una tv o il solito intellettuale metti-moneta-vedi-cammello raccontasse un’aggressione così come s’era svolta. Veniva ripetuta la formuletta con “bravi e pacifici ragazzi aggrediti senza motivo se non la cattiveria da un nutrito branco di fascisti assetati di sangue”. I giornali comunisti ripetevano anche il ritornello della polizia che difendeva gli aggressori.

Su questa favoletta è impossibile intervenire. È diventata una verità storica (con storici del calibro di Paolo Mieli che ne vuoi sperare?).

 

 

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