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Una sigaretta “anarchica” ferma i treni. Lo spettro del cavalcavia

Non è importante stabilire se la “rivendicazione” anarchica per il caos ferroviario causato dall’incendio di una cabina elettrica dell’Alta Velocità a Rovezzano (Firenze) sia autentica o meno. Individuare i rei è compito delle guardie. Ciò che, invece, è fondamentale attiene al succo del messaggio anarchico (o contrabbandato come tale). Dicono i supposti autori del misfatto: «Non riusciamo a trattenere la nostra emozione nel constatare come questo gigante chiamato Potere abbia sempre e comunque i piedi di argilla. Come sia sufficiente accendersi una sigaretta all’aria aperta in campagna e sotto la luna per mandarlo in tilt. Come tutta la sua esaltata magnificenza, tutta la sua tracotante invincibilità, dipendano da fragili cavi disseminati un po’ dovunque. Talmente vulnerabili da poter essere neutralizzati persino da una lumaca».

È questo il punto nodale: il sistema funziona senza rete di protezione. Un tempo al circo era emozionante seguire con la testa all’insù le evoluzioni dei trapezisti. C’era la possibilità che qualcuno precipitasse nell’arena rimettendoci il collo. Poi furono obbligatoriamente introdotte le reti di protezione. Inutile dire che lo spettacolo ci rimise gran parte del fascino: a nessuno viene il batticuore vedendo quelle mani che si stringono a volo. Se va male, c’è la rete. Il fascino del domatore resiste perché di tanto in tanto qualcuno viene sbranato. Inutile fare gli ipocriti: l’adrenalina va a mille sapendo che la tigre potrebbe con una zampata aprire la pancia al domatore.

Ebbene, l’intero sistema non ha una rete o, quando ce l’ha, non è sicura al 100%. Nonostante firewall et similia, possono essere inquinate elezioni svoltesi con sistemi elettronici; non è impossibile rubare dati sensibili relativi alla sicurezza nazionale di uno Stato; sovente vengono rubati soldi con artifizi vari (carte di credito clonate etc.); si può mandare in tilt un’azienda e via di seguito.

Senza protezione ci sono antenne e ripetitori essenziali per le comunicazioni, cabine elettriche, cavi e quant’altro. La struttura “civile” della società è vulnerabile in tutti i nodi. Le strutture “militari” sembrano più protette, ma è una lotta continua. L’eterno contrasto lancia-scudo che si ripete da millenni. Più forte diventa l’arma d’attacco e più resistente diventa lo strumento di difesa, in un continuo alternarsi delle prevalenza dell’uno o dell’altro.

Ammesso che il messaggio su “Finimondo.org” sia autentico, resta l’assurdità della cosa: chiunque può costringere migliaia di cittadini a fare lunghe attese per compiere il semplice gesto di montare su un treno. E, se lo può fare chiunque, non corriamo il rischio del cavalcavia? Un giorno, dei ragazzini incoscienti scagliarono da un cavalcavia pietre contro le sottostanti auto in corsa. Titoloni sui giornali, inchieste e servizi in tv, noiose tavole rotonde con i soliti esperti a un tanto al chilo. Risultato? Venne stimolato un fenomeno imitativo per cui aumentarono i lanci di sassi dal cavalcavia.

Accendersi una sigaretta potrebbe ripetersi. E creare anche guasti peggiori. Non fumare è roba da patetici salutisti burini civilizzati fanatici cultori di ciò che è “in”. Accendersi una sigaretta avrebbe anche un duplice valore di attacco al sistema.

 

 

 

 

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