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50° Lotta di Popolo. A Pescara il “primo congresso nazionale”

In tre giorni a Pescara (25-26-27 settembre 1970) si svolse un incontro tra i vari gruppi che facevano riferimento a noi. In un volantino, intitolato “Bollettino interno n°1 o.e.p. Lotta di Popolo”, nominammo quell’incontro “primo congresso nazionale” (oep stava per opposizione extraparlamentare).

Furono presenti le delegazioni di Milano, Bergamo, Roma, Napoli, Salerno e Pescara. Assenti giustificati la delegazione di “Lotta di Popolo” della Lucania e quella del “Movimento di Lotta Popolare” di Cagliari.

Fu varata una organizzazione al centro della quale c’era un “Ufficio Politico”, del quale fu messa in calendario la prima riunione per il 17 ottobre a Roma (alla Casa dello Studente).

Nonostante l’impegno e gli sforzi soprattutto dei nuovi arrivati (nuovi rispetto al gruppo che s’era formato e consolidato dal Movimento Studentesco di Giurisprudenza in poi) “Lotta di Popolo” non è mai riuscita ad avere una vera e propria struttura organizzativa.

Mi porto come esempio. Non ho mai fatto parte dell’U.P. ma all’occorrenza partivo (per Napoli, Lucania, Milano etc.) a dirimere questioni, appianare contrasti, fare opera di chiarificazione. Una sola volta a Napoli, un compagno di lotta insoddisfatto delle mie decisioni strillò che non avevo alcuna autorità perché non stavo nell’Ufficio Politico. Una risata generale lo mise a tacere.

Perché inventarsi strutture e cariche? Volevamo che all’esterno ci pigliassero sul serio. Avevamo una vocazione, per così dire, maggioritaria ed eravamo determinati a fondare un partito con tutti i crismi.   

Ciò che d’importante emerse a Pescara fu la base politico-programmatica del Movimento, sostanzialmente articolata su due punti: la penetrazione nel mondo industriale delle piccole e medie imprese con la prospettiva dell’autogestione e la rivoluzione culturale per incidere sul vecchio sistema.

A Pescara, dunque, non nacque l’OLP – Organizzazione Lotta di Popolo. Approdammo all’OLP grazie – come ho già avuto modo di scrivere nel corso di questi anni – ad una felice intuizione di Ugo Gaudenzi, che astutamente voleva attirare simpatie da parte dell’OLP, cioè dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina.

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