Prima / FOCUS / Documenti / La Francia madre degli USA

La Francia madre degli USA

In occasione del Bicentenario della nascita degli Stati Uniti, scrissi per “l’Umanità”, quotidiano del Psdi, l’articolo (pubblicato il 22 ottobre 1981) che qui di seguito ripubblico. La sottolineatura che feci resta evidente: senza l’aiuto della Francia, i coloni non avrebbero sconfitto la Gran Bretagna.

Quando, il 17 di ottobre del 1781, si concluse, con la resa inglese, la battaglia di Yorktown, fu posta Ia parola fine alla guerra di indipendenza americana e venne in un certo qual modo legittimata dalla forza delle armi la Dichiarazione d’indipendenza fatta dai rappresentanti delle 13 colonie d’America il 4 di luglio del 1776. La lunga guerra – era durata infatti quindici anni anche se è solo nel 1777 che «scoppia» – combattuta dai coloni americani contro la corona d’Inghilterra terminava virtualmente il giorno della caduta di Yorktown ma la pace vera e propria fu firmata a Versailles tre anni dopo.

A Yorktown si era ritirato l’esercito comandato da Lord Charles Cornwallis dopo che la permanenza nella Carolina si era fatta insostenibile. Tra imboscate e improvvisi assalti, le truppe inglesi erano state sottoposte ad una guerra di logoramento tale da rendere necessario un periodo di tregua. Cornwallis pensò di rifugiarsi in Virginia e di occupare il porto di Yorktown per avere l’assistenza della flotta britannica. Intercettato dagli uomini del marchese di Lafayette, l’esercito inglese dovette penare a lungo prima di riuscire a raggiungere l’obiettivo: i quattromila «cacciatori» del ventenne nobile francese, diventato il simbolo della «guerra per la libertà», erano insuperabili nella tattica di guerriglia e tiratori talmente abili da diventare leggendari. Ma Ia posizione occupata alla fine dal Cornwallis sarebbe stata di tutto riposo se non fosse intervenuto un sostanziale mutamento nella strategia dell’armata franco-americana.

York Town

In sostanza, George Washington, comandante in capo, aveva previsto di attaccare a fondo New York dov’era attestato il grosso delle forze d’occupazione britanniche al comando di Sir Henry Clinton, il quale, prevista la mossa, si era coscienziosamente preparato a respingere e a contrattaccare. Ma le forze francesi, che costituivano un elemento indispensabile nei piani di Washington, ritennero più opportuno sferrare un grosso colpo di maglio a Sud in modo da isolare in maniera irreparabile il corpo di spedizione di Clinton. Sia l’ammiraglio comandante la flotta francese, il marchese de Grasse, sia il generale comandante le truppe di terra fornite di un’ottima artiglieria, il conte di Rochambeau, fecero pressione perché Washington mutasse il piano strategico. A bordo della nave ammiraglia, Ville de Paris, il 17 settembre fu raggiunto l’accordo e quindi fu deciso di far convergere tutte le forze su Yorktown.

In ottobre, operato il ricongiungimento anche con gli uomini di Lafayette, l’esercito franco-americano si dispose all’assedio che incominciò il giorno 9.

L’artiglieria francese fece miracoli: i cannoni furono utilizzati per Ia prima volta in modo da raggiungere l’effetto del «fuoco concentrato» ed erano essi stessi dei modelli moderni in quanto presentavano la novità di essere divisi in due pezzi (avantreno e affusto) il che consentiva maggiore rapidità negli spostamenti e nei tiri. Sottoposto ad un bombardamento pesantissimo, bloccato dalla parte del mare dalla flotta francese, Cornwallis si decise a tentare una sortita. Invano cercò di imbarcare una divisione sui bastimenti di cui disponeva e di aprirsi un varco via terra con le truppe restanti nella cintura degli assedianti: le navi furono bloccate all’uscita del porto e il Lord dovette ordinare la ritirata e ritornarsene al riparo della città. Considerato che la continuazione dello scontro avrebbe visto il massacro delle proprie truppe e che non sarebbe mai arrivato il tanto sospirato aiuto di Sir Clinton, Cornwallis si rassegnò alla resa. II giorno 17, alle dieci del mattino, un parlamentare sventolando una bandiera bianca chiese la resa. Ma Washington voleva Ia resa a discrezione e quindi il bombardamento riprese più virulento di prima: nel pomeriggio gli Inglesi capitolarono completamente. A mezzogiorno del giorno 18 Ia capitolazione fu firmata: Washington aveva vinto su tutta la linea. Si arresero 6.498 uomini e i franco-americani misero le mani su un considerevole bottino (274 cannoni, 7.320 fucili, 40 bastimenti, 457 cavalli e magazzini di munizioni e vettovaglie).

York Town articolo

II lord inglese non volle umiliarsi a consegnare la spada al vincitore e si diede malato; al suo posto si presentò il luogotenente O’Hara. Questi tentò inutilmente di consegnarsi al generale francese: interpellato, il conte di Rochambeau dichiarò: «L’armata francese è ausiliaria di quella americana, dovete prendere ordini dal generale Washington».

La resa di Yorktown in teoria non avrebbe dovuto incidere sulla reale consistenza dell’esercito di Giorgio III; a conti fatti, sottraendo i settemila uomini di Cornwallis ai 42.000 inglesi presenti sul territorio americano, il grosso dell’esercito d’occupazione era rimasto intatto. Ma non era più questione di numeri da contrapporre a tavolino: i combattimenti fatti in Virginia avevano dimostrato che l’esercito franco-americano era un vero esercito e non più un’accozzaglia di volontari indisciplinati che le bene addestrate truppe di Sua Maestà riuscivano facilmente a mettere in fuga.

L’addestramento intensivo al quale aveva sottoposto i coloni-soldati il barone Friedrich von Steuben, già ufficiale di Federico di Prussia, aveva fatto il miracolo. Ora i coloni avevano conquistato con le armi il diritto di svolgere in autonomia qualsiasi attività: nasceva libera da legami la potenza economica degli Stati Uniti.

Nota:

Chi titolò all’epoca il mio pezzo commise l’errore di scrivere nell’occhiello «100 anni fa…» invece di «200 anni fa…». C’erano anche errori nel testo che ho preferito correggere.

Vedi anche

Le paludi pontine prima dell’intervento fascista

«Non sempre l’ambiente paludoso è stato percepito come repulsivo nel corso dei secoli. A volte, …

Lascia un commento

Questo sito utilizza i cookies. Se accetti o continui nella tua visita, consenti al loro utlizzo .

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close