Prima / ATTUALITÀ / Europa / Elezioni in Grecia. Sconfitta della sinistra e di “Alba Dorata”

Elezioni in Grecia. Sconfitta della sinistra e di “Alba Dorata”

Grande scandalo negli ambienti del “politicamente corretto” per la vittoria in Grecia del partito di centrodestra “Nuova Democrazia”. Com’è possibile – imprecano i delusi – che gli elettori abbiano premiato quegli stessi che avevano portato la Grecia sull’orlo dell’abisso? Perché non ha vinto – si chiedono lacerandosi le vesti – Syriza, il partito della sinistra intelligente?

Il tifoso non ammetterà mai che la propria squadra sia stata sconfitta perché quella avversaria è stata più brava. Troverà mille scuse e spiegazioni. Non disdegnerà nemmeno di tirare in campo congiure, affari sporchi di scommesse clandestine, corruzioni arbitrali e quant’altro pur di non ammettere che la squadra del cuore abbia perso per meriti altrui e per demeriti propri. Allo stesso modo, i “sinistri” d’Italia, sparsi nei giornali, nelle radio e televisioni, nelle università e sui social, non riconoscono che la “sinistra intelligente” greca sia stata stupida. Cosa aveva promesso Alexis Tsipras, il capo indiscusso di Syriza? Che avrebbe ignorato l’Unione europea, che non avrebbe mai ceduto ai “ricatti” dell’alta finanza e via di seguito concionando. Arrivati al potere, i “sinistri radicali” non sono stati all’altezza. Tutto qua. Non basta strillare “fuori dall’euro”, si devono pure trovare gli strumenti e le maniere per non finire in bancarotta. Poco alla volta, i “rivoluzionari” sono diventati “riformisti” e si sono ridotti a fare né più né meno di quello che fanno i partiti che di sinistra non sono.

Perché votare per una sinistra che impone l’austerity? Meglio tornare da chi almeno conosce le regole e le sa volgere a proprio vantaggio. Tutto qua. Adesso, grazie alla legge elettorale vigente, Kyriakos Mitsotakis, il capo di “Nuova Democrazia, può fare un governo senza dover allearsi con nessuno. Manterrà le promesse fatte in campagna elettorale? Questa è una domanda stupida. Le promesse elettorali (come in Grecia ha dimostrato la sinistra sconfitta di Alexis Tsipras, e come si verifica in tutti Paese all’indomani di un voto) confinano sempre con l’illusorio e il chimerico.

Mentre le varie anime dell’arcipelago di sinistra greco si leccano le ferite e si preparano a far fronte comune contro la minaccia di destra antidemocratica etcetera ecceterone, uno sguardo merita anche l’altra destra, che in Grecia è costituita soprattutto dalla novità di “Soluzione Greca” e da “Alba Dorata”. Mentre il nuovo partito nazionalista ce l’ha fatta ad entrare in Parlamento, la formazione cresciuta sul malcontento ha perso metà dei voti e non ha raggiunto il 3% necessario.

Cosa è successo? Di tutto e di più. Innanzitutto il miglioramento delle condizioni sociali per cui la disperazione su cui faceva conto “Alba Dorata” ha lasciato il posto alla speranza. Inoltre, la concorrenza di “Soluzione Greca” che ha saputo attirare molti dei voti della destra radicale. E terza (ma forse è la prima causa) la polarizzazione dello scontro sinistra-destra che ha convinto anche molti elettori di “Alba Dorata” a votare per Misotakis per non far vincere Tsipras.

Ora “Alba Dorata” deve fare una pausa di riflessione. Deve aggiustare le tattiche altrimenti resterà una minoranza “fascista” come ce ne sono anche in Italia.

CONDIVIDI

Lascia un commento

Questo sito utilizza i cookies. Se accetti o continui nella tua visita, consenti al loro utlizzo .

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close