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Nerone, le tasse e il popolo ribelle

Il 10 ottobre del 1987 intervenni nelle polemiche sul carico fiscale (e relativa inevitabile rivolta) scrivendo l’editoriale, che qui ripubblico, sul periodico “Benevento” da me diretto.

Ci sono luoghi comuni duri a morire. Di Nerone si dice dissanguasse il popolo con pesantissime tasse. Dei feudatari medievali si narra fossero tanto malvagi da pretendere salati pedaggi per l’attraversamento dei ponti che avevano costruito. Di Luigi XVI si racconta avesse provocato la rivoluzione francese a furia di tasse e balzelli.

I libri di storia, i film, i romanzi, perfino i fumetti ripetono fino alla noia che rivolte contadine, rivoluzioni urbane, colpi di Stato, ammutinamenti e ribellioni scoppiavano, accadevano, si facevano a causa delle tasse. Il popolo non ce la faceva più: i nobili, i signori, i vescovi, i padroni insomma, erano tanto cattivi, mettevano troppe tasse, succhiavano il sangue alla povera gente. E non sono solamente i bambini delle elementari o gli scolari delle medie che ripetono fesserie del genere. Ci sono fior di intellettuali che spiegano la storia allo stesso modo.

Nerone tartassava la gente? Sapete a quanto ammontavano le tasse dell’incendiario (altra sciocchezza!) Nerone? All’1% del reddito. Non è un errore del proto: si trattava solamente dell’1%. Avete mai calcolato a quanto ammontano oggi in Italia? Superano il 50% del reddito. E com’è, allora, che la plebe romana si ribellava alle tasse di Nerone e oggi, invece, ci si limita a borbottare fra i denti?

Nerone Benevento

II signore feudale pretendeva, è vero, il pedaggio per attraversare il ponte. Non dimentichiamo, però, che per andare in autostrada si paga il pedaggio. Immaginiamo il furbetto di turno che obietta: mica è obbligatorio andare in autostrada. Però la tassa di circolazione la paghiamo lo stesso. E non ci si venga a dire che andare in automobile è un lusso che si deve pagare! Non soltanto per la quantità i nostri ineffabili governanti battono quelli di un tempo. Volete mettere la fantasia? Abbiamo le tasse che si pagano anticipate. Quelle a scaglioni. I balzelli progressivi. E una miriade di sigle spiritose: Iva, Ilor, Irpef e via siglando. Abbiamo le tasse per chi consuma e per chi non consuma. Per chi ha un reddito e per chi non ce l’ha (ma, secondo il Fisco, dovrebbe averlo). Poi ci sono le trattenute. Anche qui la fantasia non ha limiti. Ci sono trattenute perfino sulla pensione di fame di milioni di pensionati.

Allora? Tutte quelle rivolte scatenate contro le inique tasse ed i pesanti balzelli dove le mettiamo? La verità è che per le tasse non è mai insorto nessuno. C’è sempre il modo di non pagarle.

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