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50° Lotta di Popolo. Baroni e ladri di carta a Legge

L’attività politica costa quattrini anche se svolta modestamente. Uno dei problemi più difficili per noi era come procurarci la carta per i ciclostilati quotidiani di battaglia e per l’agenzia Univerpress (https://internettuale.net/3220/50-lotta-di-popolo-a-dare-le-notizie-cera-luniverpress). Le collette fra gli studenti avevano più un valore simbolico che pratico. La nostra squadra “guastatori”, capitanata dal “Fuorisede” (non lo vedo da parecchio e non so se gli farebbe piacere se ne scrivessi il nome) trovò anche il modo di trafugare la carta prelevandola a Scienze politiche, agevolmente accessibile da Giurisprudenza. La cosa fece incazzare gli occupanti di quella facoltà (tutti rigorosamente compagni) e i nostri prelievi notturni di risme attivarono vari tentativi di incriminazione. A certi professori (a cominciare dal nostro preside Nicolò) che non dormivano tranquilli sapendo che noi avevamo accesso ai loro armadi e scrivanie (la solita squadra aprì perfino un paio di casseforti) non sembrò vero di farci accollare qualche “reato comune”. La polizia non sarebbe più intervenuta contro “studenti occupanti” ma contro “studenti criminali”. Leggendo alcune corrispondenze dell’Univerpress, emerge forte lo spirito goliardico che ci faceva ridere anche nei momenti, diciamo così, più burrascosi. Insomma, a mezzo secolo di distanza, mi sembrerebbe perlomeno ipocrita nascondere la nostra vena goliardica. Eravamo immuni dalla rabbia, dall’odio, dalla voglia omicida che attraversavano (e in certi ambienti vivono più che mai) gruppi e gruppetti “rivoluzionari.

Per la carta rubata, prendemmo di mira i gruppettari trotzkisti e puntualmente l’Univerpress riportò il comunicato. Come ammonimento ai baroni, l’agenzia scrisse di indiscrezioni a proposito di documenti in nostro possesso e descrisse lo scontro tra i baroni per la cattedra di Diritto civile.

I tre report, che riporto integralmente, mi hanno fatto sorridere: peccato che oggi la goliardia sia del tutto sconosciuta.

1: «Il Movimento Studentesco di Giurisprudenza, che occupa la facoltà da 27 giorni, ha diffuso un volantino estremamente polemico in risposta ai comunicati stampa di alcuni “comitati di base” che facevano risalire la responsabilità dei “reati comuni” di cui hanno parlato nei giorni scorsi la Magistratura, le autorità accademiche e la polizia, ad alcuni gruppi operanti nella facoltà di Giurisprudenza. I gruppi trotzkisti, ritenuti gli ispiratori dei comunicati, vengono definiti i “balilla” del PCI che “…hanno riecheggiato in uno sciocco e pavido comunicato le grottesche accuse del barone Nicolò e dei suoi compagni, nel maldestro tentativo di spezzare il fronte del Movimento Studentesco”. In effetti, i “reati comuni” di cui si è occupata la stampa in questi giorni, secondo indiscrezioni raccolte dall’UNIVERPRESS negli ambienti inquirenti, si ridurrebbero alla scomparsa di circa 250 risme di carta da ciclostile avvenuta all’Istituto di Statistica della facoltà di Scienze Politiche».

2: «Le notizie sui “reati comuni” commessi nella facoltà occupata vengono giudicate dagli studenti di Giurisprudenza una “montatura giornalistica” e una manovra del senato accademico per gettare il discredito sugli occupanti. Secondo indiscrezioni raccolte dall’UNIVERPRESS negli ambienti degli occupanti di Legge, non è escluso che nei prossimi giorni gli studenti diffondano aItri documenti comprovanti il malcostume che informa la vita universitaria. Tra l’altro, sembra che siano in possesso degli studenti di Giurisprudenza alcune notizie relative ad un giudizio pendente a carico del preside della facoltà, prof. Rosario Nicolò».

3: «La “guerra” che ha opposto i proff. Santoro Passarelli e Nicolò è, per il momento, finita. Come si ricorderà la polemica tra i due docenti riguardava la necessità di “sdoppiare” la cattedra di diritto civile di cui è titolare il prof. Santoro Passarelli, il quale inoltre è titolare della cattedra di diritto del lavoro, è presidente dell’INA, della FIUMETER e dell’ASSITALIA. Nonostante questo cumulo di incarichi, il prof. Santoro Passarelli si è sempre opposto allo sdoppiamento. In una seconda fase, quando la situazione era divenuta paradossale, iI docente aveva acconsentito allo sdoppiamento, sostenendo la candidatura del prof. Rescigno, mentre Nicolò proponeva iI prof. Rodotà. Il compromesso raggiunto in questi giorni elimina ambedue i candidati e vede iI preside Nicolò assumere personalmente la cattedra. La decisione sarà comunicata ufficialmente dopo lo “sblocco” della facoltà».

L’occupazione dell’Università, le assemblee, i comunicati-stampa le discussioni (parenti prossimi degli scontri fisici) e gli studi per proporre alternative praticabili avevano un costante sottofondo goliardico. Strillavamo «l’immaginazione al potere», ma sapevamo che la “rivoluzione”, intesa nel modo classico, non sarebbe mai stata possibile e che l’unica strada percorribile era trovare modi e maniere per “guarire” una società profondamente malata e non soltanto l’Università ridotta a feudi in perenne guerra tra loro.

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