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50° Lotta di Popolo. A dare le notizie c’era l’Univerpress

Il Movimento Studentesco di Giurisprudenza (MSG) fu anche una palestra per operatori della comunicazione, per cronisti e per massmediologi. Il nostro livello di propaganda mediatica fu abbastanza alto fin dal principio. Determinante fu la fondazione ad opera di Franco (Ciccio) Papitto (il cui curriculum merita un capitolo parte, e non soltanto da quando a Valle Giulia sequestrò una jeep ai poliziotti) di un’agenzia che chiamò “Univerpress” (sottotitolo: “tutto dal mondo dei giovani”).

Il 5 dicembre del 1968, l’Univerpress si presentò come numero unico in attesa di autorizzazione, ma riportava già l’indirizzo della sede e il nome di un direttore responsabile, tale Antonio Ceccherini (che probabilmente non ho mai incontrato perché non me lo ricordo proprio). L’agenzia riportava notizie soprattutto dalla Sapienza e dai licei romani, però non mancavano lanci da altre università italiane e dal mondo sindacale. I testi erano scritti in puro stile Ansa, senza commenti e senza far trasparire simpatie o coinvolgimenti ideologici. A confezionarla era il solito ciclostile (https://internettuale.net/3003/50-lotta-di-popolo-gli-inizi-a-roma-alluniversita) e la sede era l’abitazione della madre di Papitto. In proposito, inserisco un excursus autobiografico. In quella casa io ci dormivo infilato nel sacco a pelo e ai miei genitori avevo scritto di indirizzarmi la posta presso l’Hotel Papitto in via Potenza 7. Tutto filò liscio fino al giorno in cui, con grande oltre che inutile spiegamento di forze, i poliziotti irruppero all’alba. Dissero che cercavano armi e droga: in effetti, l’obiettivo era il sequestro di documenti riservati pubblicati dall’agenzia. Mio padre lesse sul giornale di quella magnifica operazione di polizia e così scoprì che non ero alloggiato in un albergo (privilegio che avevo spiegato dicendo che apparteneva ad una mia ospitale amica) ma in un covo di pericolosi rivoluzionari.

 

L’Univerpress, dunque, non fu il solito ciclostilato zeppo di “attacchi al sistema”, ma una cosa seria. E lo dimostrò il fatto che in breve divenne un supplemento a “Il resto d’Italia” (mai letto in vita mia) con Giorgio Vitangeli come direttore responsabile. Anche Giorgio meriterebbe un capitoletto a parte, ma, conoscendolo, non gli farebbe affatto piacere. Ciccio, l’ho sentito di recente a telefono a proposito di un’altra vicenda legata a quelle oramai lontane battaglie universitarie.

Dalle copie che ho pescato nel mio archivio (lo chiamo così ma è un casino di carte, cartelle e faldoni), ho estratto alcune pagine riservandomi di fare un report più completo quando avrò imparato meglio l’uso dello scanner e del programma “Readiris”.

Una “chicca” è un report su Renato Curcio e Mauro Rostagno, leader del Movimento Studentesco Trentino, intitolato “Proposte per superare la crisi del MST. Un documento da Trento di Curcio e Rostagno”. Com’è noto, Rostagno fu tra i fondatori di Lotta Continua, diventato poi un giornalista scomodo, talmente scomodo da essere assassinato a 46 anni dalla mafia in un paesino in provincia di Trapani. Curcio, oggi 78enne, è stato il fondatore del primo nucleo delle Brigate Rosse.

A dimostrazione dello stile di Univerpress, ripropongo una notizia relativa ad una nostra assemblea (i manifesti di cui si parla erano dazebao, cioè grandi fogli di carta scritti a mano):

«026 (UNIVERPRESS) – VENERDI’ 13 AL TEATRO UNIVERSITARIO ASSEMBLEA SUL TEMA: CHE COS’E’ IL MOV. STUDENTESCO

Il Movimento Studentesco di Giurisprudenza ha organizzato per venerdì 13 c.m. alle ore 10,30 al Teatro Universitario un dibattito sul M. S.

Sono stati affissi all’Università manifesti con questo testo:

“Il Movimento Studentesco significa

1) Superamento di tutti i vecchi schemi

2) Partecipazione studentesca

3) Autogestione delle lotte

4) Ricerca di nuove soluzioni politiche

A Roma invece il Movimento Studentesco si esaurisce in una dissertazione accademica tra parrocchie marxiste.

Sul tema: cosa è oggi il M.S. e come dobbiamo portare avanti la lotta al sistema – venerdì 13 ore 10,30 Assemblea al Teatro Universitario”.

Il manifesto termina con la frase “Ce n’est qu’en debut, continuons le combat”. (UNIVERPRESS)».

Una “curiosità” è un pezzullo su Aldo Moro contestato dal Movimento studentesco di Giurisprudenza. Eccolo: «Questa mattina alle ore 11,15 l’On. Aldo Moro titolare della cattedra di diritto e procedura penale, a conclusione di una sua lezione, stava varcando l’ingresso della Facoltà di Scienze Politiche in compagnia del  vice questore dott. Mazzatosta e di altri funzionari di P.S., quando dalle finestre del sovrastante corridoio della Facoltà di Legge si sono affacciati una trentina di studenti appartenenti al Movimento Studentesco di Giurisprudenza i quali gli hanno scagliato contro alcune uova marce mentre scandivano slogans contro la classe politica ed accademica. Mentre l’on. Moro, che non era stato raggiunto dai “proiet­tili”, si affrettava a raggiungere la sua macchina posteggiata davanti all’atrio, alcuni agenti raggiungevano la facoltà di Legge, tentando invano di rintracciare gli autori della manifestazione».

Ripropongo anche il report su una giornata di “gatto selvaggio”, termine mutuato dalla pratica dello sciopero senza preavviso (qualcuno ci fece pure un film).

 

 

 

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