Prima / FOCUS / Segmenti / La lunga guerra alle sigarette. Fuma un italiano su cinque
No smoking.

La lunga guerra alle sigarette. Fuma un italiano su cinque

Il World No Tobacco Day, la giornata mondiale senza tabacco promossa dall’Oms (Organizzazione mondiale della sanità), quest’anno è stata focalizzata sulla “salute dei polmoni”. Oramai la campagna terroristica contro le sigarette che causano il cancro non funziona più: chi si è spaventato ha smesso e gli altri hanno continuato a fumare. M’è venuta in mente la presentazione del “Rapporto Terry” fatta all’Usis (la copertura della Cia a Roma difronte all’ambasciata di Via Veneto). L’anno non lo ricordo, ma stavamo stipati in una saletta mentre un esperto mostrava radiografie di polmoni, fegati e organi vari di fumatori e di non fumatori. Immagini spaventose. Si vedevano questi polmoni malati di nicotina… insomma roba da film dell’orrore. Quando si riaccesero le luci per dare spazio alle domande, ciascuno di noi (all’epoca un giornalista non fumatore era più raro della balena bianca) si accese la sua brava sigaretta. Gli americani ci guardarono allibiti. Quel Rapporto (che negli Usa era stato presentato a metà degli anni Sessanta) aveva dimostrato che la nicotina, il catrame e quant’altro la sigaretta produce fanno male alle vie respiratorie, aumentano la frequenza di bronchiti, di mal di testa etcetera ecceterone. Perché il governo americano si preoccupava delle bronchitelle della gente? Chi ha il raffreddore non va al lavoro oppure lavora al minimo delle capacità. I danni, cioè, causati alla produzione dalle malattie da tabacco costavano troppo, per cui si decise di darci un taglio. Sappiamo com’è andata a finire: dalle raucedini si è arrivati ai tumori. Per rendere più efficaci le campagne terroristiche, negli ultimi anni è stato introdotto il fumo passivo così da spingere i non fumatori ad una vera caccia alla strega, cioè al fumatore.

La razionalità non c’entra. Se in una stanza di tre metri per quattro e un metro e mezzo d’altezza, uno si accende una sigaretta i non fumatori gridano all’attentato. Inutile spiegare che il fumo di una sigaretta disperso in 18 metri cubi d’aria danneggia soltanto la trachea del fumatore. Niente da fare. Non si fuma, punto e basta. Il “vietato fumare” sta dappertutto, perfino nelle aree esterne di alcuni edifici. Alla Camera dei deputati, per esempio, si fumava negli spazi all’aperto. Adesso non più.

Il “Rapporto Terry”, comunque, ridusse la popolazione dei fumatori e, oggi, spinta dal terrore del cancro non fuma più del 70% degli americani. E in Italia?

Le scritte minacciose sui pacchetti, i servizi televisivi e le frequenti campagne terroristiche hanno ridotto i fumatori ad una specie in via di estinzione. Però sono ancora 11,6 milioni (7,1 maschi, 4,5 femmine; purtroppo sopravvivono queste barbariche distinzioni di generi mentre anche la scuola insegna che i sessi sono più di due…) i fumatori. Un italiano su 5 fuma. Considerato che la paura del cancro ha già colto il massimo della riduzione, le teste d’uovo della giornata finanziata dall’Oms hanno ripreso la primitiva campagna: sono i polmoni che ci rimettono.

Che la sigaretta sia un toccasana per la respirazione non lo dice nemmeno il più accanito fumatore: i danni alle vie respiratorie sono incontestabili. Ma siamo sui grandi numeri. C’è sempre il caso di un fumatore incallito che assorbe i danni della sigaretta senza pagare pegno. Ricordo un combattente della “X Mas”, al quale un proiettile aveva bucato un polmone. Gliel’avevano tolto e lui aveva continuato a fumare. Quando l’ho conosciuto, aveva un sacco di problemi ma non di respirazione.

Vedi anche

50° Lotta di Popolo. Il cavaliere di gran croce Tito e l’Europa

La visita ufficiale in Italia di Josip Broz (soprannominato Tito), presidente della Repubblica Socialista Federativa …

Lascia un commento

Questo sito utilizza i cookies. Se accetti o continui nella tua visita, consenti al loro utlizzo .

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close