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Sciopero per il clima: i danni del terrorismo culturale

È bello vedere migliaia di giovani italiani manifestare per “salvare il pianeta”. Era dai tempi delle manifestazioni per la pace nel mondo (ispirate e finanziate da Mosca come arma suppletiva nella “guerra fredda”) che non si vedevano tanti ragazzi e ragazze sfilare con tanto spontaneo entusiasmo. A Roma, i giovani manifestanti hanno chiesto che venga dichiarata “l’emergenza climatica” ed hanno strillato “Cambiamo il sistema non il clima”. La gioventù di casa nostra ha così partecipato con forza al secondo sciopero globale del movimento Friday for futures ispirato dalla popolare ragazzina svedese Greta Thunberg. Poco importa se i manifestanti abbiano almeno una sufficiente conoscenza del tema. Con questo maggio freddo e uggioso, è facile convincersi dell’urgenza. Il cambiamento climatico si vede nelle piogge torrenziali e nelle tempeste che hanno attraversato l’Italia (speriamo sia finita). Come contestare un’evidenza del genere?

Per evitare equivoci, va detto che il riciclaggio è attività preziosa, tant’è che in Italia il Fascismo lanciò una campagna per riciclare i rifiuti (https://internettuale.net/2023/la-cultura-del-riciclaggio-e-fascista-lo-dicono-lenciclopedia-e-listituto-luce). Va aggiunto che la fame d’energia che avrà l’umanità intera (oggi soltanto un terzo del mondo è energivoro) potrà essere soddisfatta ricorrendo al nucleare a fusione, una tecnologia nella quale il mondo industrializzato sta investendo una montagna di quattrini. A latere, bisogna ricordare che il futuro dell’Umanità è nella colonizzazione dello spazio.

Acclarato ciò, è necessario far presente che le attività dell’uomo poco c’entrano con i cambiamenti climatici. La guerra mediatica sul clima è cosa estranea alla scienza. Se c’è un terremoto a Ferrara, il sistema mediatico si precipita a dare la colpa alle trivelle in azione nell’Adriatico. La gente ci crede e addio (https://internettuale.net/992/in-emilia-la-terra-trema-da-millenni-e-luomo-non-centra).

Il terrorismo culturale è una bestia che nel comparto-ecologia fa più danni di diecimila centrali a carbone. Le persone spaventate a morte reagiscono in malo modo e di sicuro non costruiscono alcunché. Mi chiedo: i giovani scenderanno mai in piazza per dire no al terrorismo culturale? Non so rispondere e torno ai dati reali.

Il mondo scientifico (cioè gli scienziati che lavorano e non vanno a fare i guru in tv beccandosi ricchi gettoni di presenza) è unanime su un fatto: il clima è influenzato da 5 importanti sottosistemi: l’atmosfera, gli oceani, le superfici terrestri, le aree coperte dal ghiaccio, la biosfera. Gli interessati all’argomento possono trovare sul web tutto il materiale (gran parte è in inglese) che occorre. Qui può trovare un qualche contributo alla comprensione.

Come mai i Vichinghi chiamarono un’isola Groenlandia (Terra Verde) e Vinland (Terra del vino) l’isola di Terranova? Perché trovarono foreste e vigne, terre fertili e non le odierne distese di ghiaccio. Per secoli, dall’anno 1000 in poi, le regioni settentrionali europee furono graziate da un buon clima, che favorì agricoltura e commerci marittimi. Alla fine del 1400 ci fu un brusco calo di temperatura. Perfino il Po e la Laguna di Venezia gelarono a più riprese (ci sono dipinti del Settecento che mostrano i veneziani pattinare sul ghiaccio davanti a Palazzo Ducale).

Al periodo caldo medievale,  successe una piccola età glaciale (che dura tuttora).

Non è necessario essere uno scienziato per rendersi conto che il clima dipende pochino dai gas di scarico delle auto diesel e moltissimo dal Sole (https://internettuale.net/2988/il-sole-causa-i-mutamenti-climatici). All’aumentare, per esempio, del numero delle macchie solari corrisponde un diminuito flusso di raggi cosmici (particelle ad alta energia emesse dalla superficie solare) e una minore nuvolosità e di conseguenza un maggior riscaldamento dell’atmosfera terrestre. A non parlare degli effetti del vento solare. Lo slogan “Cambiamo il sistema non il clima” è, dunque, condivisibile al 100%.

Impegnando energie e volontà si potrebbe cambiare il ceto politico dominante e dare inizio ad una nuova stagione politica, ma il clima dipende da una stella nana gialla che i Romani chiamarono Sol dalla radice vedica swar, cioè luce.

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