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Cristiani, comunisti, fascisti…: tutti al supermercato

È come al supermercato. Il cittadino-cliente-consumatore sceglie la pasta corta o la lunga, il pomodoro pelato o a pezzettoni, il formaggio molle oppure il pecorino. Cammina tra scaffalature ricche di offerte e occasioni del mese e fa le scelte che più gli aggradano. Il cristiano cattolico romano e apostolico fa lo stesso: sceglie tra gli scaffali ciò che gli piace. Se il Papa dice una cosa condivisa, applaude entusiasta. Nel caso opposto, si lamenta che questo papa stavolta ha proprio sbagliato. La Chiesa condanna la bestemmia, ma quando ci vuole ci vuole. L’aborto è un omicidio, ma chi si dovrà ciucciare il pargolo sono io donna e perciò, mi dispiace, ma la Chiesa non me lo può imporre. Sposarsi in chiesa è favoloso, la scenografia è fantastica, i costumi sono splendidi, tanti fiori, benedizioni recitate e cantate. Roba da sballo, ma se poi voglio divorziare la Chiesa non mi deve mettere i bastoni tra le ruote con questa storia del sacramento indissolubile. Al supermercato-religione ci si va liberi di scegliere; un po’ di elasticità, che diamine! mica siamo tutti santi.

Per i principii, il criterio è unico: libertà di scelta. Non c’è adesione completa e fideistica, bensì è una partecipazione ragionata e responsabile. Sì, sono comunista, ma mi dissocio dai gulag, da Stalin che sterminò i kulaki, dalle truppe comuniste di Pol Pot, dalla dittatura del proletariato, dalla prassi del partito unico… sono un comunista ma con moderazione.

Sì, sono di sinistra, ma non mi piacciono né Marx, né Lenin e non sono ateo: mi sono sposato in chiesa e ho battezzato i miei figli. Sono di sinistra, ma lo Statuto dei lavoratori è una palla al piede, lo Stato deve lasciare mano libera ai privati e mettere sul mercato quello che possiede, il capitalismo deve essere controllato e la globalizzazione ha aspetti negativi e aspetti positivi. Sono di sinistra, e so che chi attacca la magistratura è di destra, so che i poteri forti congiurano sempre a favore delle destre. Sono di sinistra perché sono accogliente verso gli immigrati e mi piace il Papa quando dice le stesse mie cose di sinistra.

Sì, sono di destra. Anzi, sono un fascista, ma mi dissocio dalle leggi razziali, condanno l’alleanza con la Germania di Hitler, sono contrario alla guerra perché porta soltanto lutti e distruzione. Sono fortemente anticomunista e amo il cinema americano, il cibo americano, la musica americana. Mi piace il presidente Trump che usa le maniere forti con i messicani e con i terroristi islamici. Sono profondamente cattolico e l’Islam va fermato. Questo scontro di civiltà mi vede dalla parte di Israele, avamposto occidentale tra popoli barbari e fanatici, e auspico la fine degli Stati-canaglia per imporre finalmente la pace mondiale.

Sono di destra, ma la giustizia è manovrata dai giudici comunisti e i carabinieri sono meglio della polizia.

A questo punto, credo sia inutile continuare. Si potrebbero citare i combattenti contro l’inquinamento elettromagnetico che si incazzano quando il telefonino ha poche tacche; gli ecologisti bloccacantieri che sfottono Matera, capitale europea della cultura, che non ha nemmeno la stazione ferroviaria; i salutisti fanatici contrari al vino e al tabacco ma favorevoli a legalizzare la marijuana; i nemici dell’inquinamento acustico che vanno il sabato in discoteca; i fedeli guardiani della natura che si fanno il suv a benzina perché va come una scheggia ed è tanto comodo…

Ciò che emerge per tutti, o quasi, è che in questo supermercato è assente un prodotto e cioè la coerenza. Chi rivendica coerenza è uno sciocco. Soltanto i pali telegrafici sono coerenti e stanno fermi al loro posto. Ciò che muove il sole e le altre stelle è l’incoerenza, la contraddizione eletta a sistema, l’infedeltà a tutto e a tutti. La rivendicazione della libertà di scelta fa transumare il cittadino-cliente-consumatore-elettore da una parte all’altra in un moto continuo e disordinato.

È lo stato delle cose e trovare correttivi è faccenda che richiede interventi geniali. Al momento, ci si può chiedere se al supermercato, quello visto in tv, la scelta è davvero libera. L’invadenza pubblicitaria, i messaggi che arrivano dai media, le indicazioni che viaggiano sul web, una generalizzata inclinazione imitativa… tutto fa pensare che in realtà si tratta di libertà fasulla.

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