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Se in America il lavoro è un film, in Italia è un fantasma

Reddito di cittadinanza: l’Italia spaccata in due; che novità!

I numeri relativi alle richieste per il reddito di cittadinanza dicono che l’Italia è spaccata in due, tra il Nord ricco e il Sud povero. È una divisione scatenata dall’occupazione piemontese del Regno delle Due Sicilie, una divisione che il Fascismo non ebbe il tempo necessario per sanarla, una divisione che dal dopoguerra ad oggi ha ingrassato i soliti noti che si sono spartiti le migliaia di miliardi (di lire) della Cassa per il Mezzogiorno & dintorni e le decine di miliardi (di euro) dalla legge 488 del 1992 in poi.

Che si può dire dinanzi a questo generale coro di ohhh! perché da Napoli sono partite quasi 79 mila domande e da Bolzano soltanto 356? È difficile credere nella genuinità della riscoperta del divario Nord-Sud. Forse qualcuno sarà stato davvero preso di sorpresa, ma in maggioranza politici, operatori culturali, professionisti della comunicazione e compagnia brutta non hanno riscoperto alcunché. Nonostante i maquillage continui, è più che evidente che l’Italia arranca in un’Europa a due velocità e che, in quest’Italia, il Meridione annaspa.

La massa di indigenti che tenta di acciuffare la carità governativa (una carità pelosa perché mirata al consenso elettorale) influisce anche sul numero dei “navigator”, cioè del personale specializzato che dovrà selezionare le offerte di lavoro per tutti coloro che avranno ottenuto il reddito di cittadinanza. A Napoli saranno 274 e a Milano 76.

Passata la bufera iniziale, c’è ancora qualche spiffero freddo sugli accordi Stato-Regioni per la selezione dei “navigator” e perciò non si sa quando partiranno gli esami. Allo stato attuale, si prevedono circa centomila concorrenti per tremila posti. Rivedremo le scene dei pubblici concorsi degli anni prima della fasulla spending review. I telefoni degli “onorevoli” bolliranno per le chiamate di gente in cerca della raccomandazione. Chiunque si trovi ad avere un minimo di potere in quest’Italia dei miserabili, dovrà promettere l’appoggio il sostegno la spintarella a clienti d’ogni genere. I concorrenti dovranno essere laureati (giurisprudenza, economia, scienze politiche, statistica e scienza della formazione). I vincitori avranno un contratto di due anni con una retribuzione totale di circa 60mila euro lordi.

L’Agenzia nazionale politiche attive per il lavoro (Anpal) dovrà uniformare in breve tempo gli standard di servizio che oggi sono assai diversi per il Nord e per il Sud.

Che l’Italia sia spaccata in due è notorio da quando uomini e donne del Sud sbarcavano al Nord carichi di valigie di cartone riempite di povere cose. Nel primo Novecento, l’emigrazione era stata una preziosa risorsa nazionale grazie alle rimesse degli italiani all’estero. Dagli anni Cinquanta, fu la forza motrice del triangolo industriale. Il boom dei poli produttivi di Genova, Torino e Milano fece parlare di miracolo italiano. Il prezzo pagato dalle popolazioni meridionali consentì all’Italia di farsi annoverare tra le maggiori potenze industriali occidentali. Famiglie separate, figli che vedevano i padri dopo anni di lontananza, drammi di adattamento per gli emigrati che parlavano lingue incomprensibili alle genti settentrionali… tutto fu affrontato perché il lavoro liberava dalla fame chi era rimasto al paese.

Le ciminiere, che oggi sono additate come demoniaci mostri, erano a quei tempi accolte con sorrisi di soddisfazione. Ogni ciminiera in più significava più lavoro e più benessere. La crisi non c’entra con il fatto, per citarne uno, che si investono somme enormi per l’alta velocità mentre a Matera non arriva nemmeno un trenino a vapore. La carità del reddito di cittadinanza non risalderà l’Italia infranta; nemmeno un po’.

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