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Gli antifascisti nel pallone: perfino Netanyahu è fascista

La vittoria in Israele di Benjamin Netanyahu, premier per la quinta volta, ha scatenato una ridda di commenti sopra le righe, diciamo così. La promessa di dare a Israele tutte le terre palestinesi non lascia spazio alle solite fasulle trattative di pace. Non ci sarà alcun Stato palestinese ed è grasso che cola se i Palestinesi con passaporto israeliano potranno ancora votare.

Ciò posto, qual è la novità? È questa: Bibi è stato accusato da più parti di essere un “fascista”. È l’ennesima prova che perfino contro un fedele timorato dell’Olocausto si può lanciare l’accusa di essere un discepolo del Male Assoluto.

Che l’aggettivo e il sostantivo (fascista, Fascismo) siano adoperati per stigmatizzare comportamenti barbari antidemocratici e via enumerando è un abbandono della Storia. Non ha valore il reale, bensì il virtuale. Pietà per i poveri antifascisti in servizio permanente effettivo. Sono costretti a chiamare fascista Matteo Salvini perché è un fan del fascista Netanyahu. A parte il fatto che i veri (secondo i canoni vigenti) fascisti sono proprio gli antifascisti, in quanto negano l’esistenza di chi non la pensa come loro, di questo passo chi potrà mai ritenersi al sicuro? Un padre poco poco severo viene messo all’indice come fascista. Un imprenditore che scavalca i sindacati, una guardia che blocca una zingarella ladra, un giornalista che investiga su ciò che una legge ad hoc definisce vero, un medico che rifiuta di praticare un aborto, un politico che non vuole chiamare matrimonio l’accoppiamento di due gay… a ben vedere siamo circondati da fascisti.

Su Netanyahu fascista, ecco una breve carrellata sul web.

«Elezioni in Israele, il premier uscente dichiaratamente fascista…» (www.cronacaonline.it); «Netanyahu ha vinto, possiamo chiamarlo fascismo israeliano?» (www.elzeviro.eu); «…anche i razzisti ebraici rischiano di entrare alla Knesset» (Vincenzo Nigro su www.repubblica.it). Il Foglio più articolato: «Lo spot virale in Israele ha avuto il volto della destrorsa Ayelet Shaked, uscente ministro della Giustizia. Si spruzza un profumo dal nome “Fascism”, mentre una voce femminile sussurra “riforma della giustizia” e “separazione dei poteri”. E conclude: “Profumo di democrazia”».

L’entusiasta (di Bibi) Fiamma Nirenstein mette in dubbio e scrive: «…la vittoria del quinto mandato è come un approdo dopo una tempesta fra gorghi di insulti dei politici e della stampa che hanno cercato di travolgerlo come corrotto, traditore, viziato, guastato da troppo potere, forse un po’ fascista» (www.italiaisraeletoday.it). In proposito va rilevato che i toni sono meglio articolati rispetto a quelli di tanti suoi colleghi. Uno per tutti, Arrigo Levi che, vedendo i carri armati con la Stella di David sferragliare vittoriosi, esclamò in diretta televisiva: «Abbiamo vinto!».

«…gli israeliani hanno scelto di essere rappresentati da un estremista di destra, xenofobo, razzista, guerrafondaio…Benjamin Netanyahu non è Hitler ma rappresenta quella destra estremista, autoritaria e quasi fascista che vuol schiacciare, dimenticando la storia dell’Olocausto ed ogni diritto umano, i propri fratelli palestinesi» (www.antimafiaduemila.com);  «…se uno Stato agisce come un regime fascista, promuove leggi fasciste, utilizza termini fascisti e la sua popolazione reagisce in modo fascista, allora quello Stato è fascista» (Michael Warschawski su www.palestinarossa.it).

Per i dibattiti su ciò che è stato realmente il Fascicmo e su chi fu o è fascista, sarebbe davvero utile fare una ricerca approfondita sul web. Si potrebbe poi usare il fascista Netanyahu a mo’ di esempio in dibattiti e confronti.

Hai visto mai che strafalcionando, si potrà cogliere l’essenza delle cose?

 

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