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50° Lotta di Popolo. Autogestione contro la democrazia formale

L’occupazione della Facoltà di Giurisprudenza alla Sapienza di Roma fu una palestra di comunicazione oltre che di rielaborazione di linee originali ed estranee alla logica della contrapposizione destra/sinistra.

I due volantini che qui propongo sono frutto della ricerca di un equilibrio tra le istanze riformiste (che erano quelle che interessavano e coinvolgevano gli iscritti alla facoltà) e gli accenni ad una nuova società da estrarsi dalle macerie di quella vecchia.

La visione di una nuova scuola agganciava tutti gli studenti romani. E questo per avere manifestazioni più affollate (i ragazzini sono sempre contenti di saltare qualche giorno di lezione) nonché per ampliare la platea cui rivolgersi per un discorso di prospettiva.

Il primo ciclostilato, del 21 gennaio 1969, chiama gli studenti a raccolta contro il piano-Sullo, il democristiano di “sinistra”, ministro dell’Istruzione, che la protesta studentesca condusse poi alle dimissioni alla fine di febbraio.

Il secondo è di una settimana dopo e informa gli iscritti a Legge dello stato dell’arte.

Contro il piano Sullo LOTTA TOTALE!

 Alla contestazione dei giovani, scesi in lotta per una scuola nuova in una nuova società, il “sistema” tenta oggi di rispondere qettando agli studenti l’osso di uno riforma – iI piano Sullo – apparentemente “comprensivo” ed “iIluminato”, e perciò maggiormente insidioso.

Si tratta in realtà di una truffa.

Esso cade dall’alto ed ha la forma e la sostanza, peraltro inaccettabili, dì una concessione paternalistica.

Esso non intacca Ie strutture autoritarie ed i priviIegi che riproducono nella scuola i privilegi e I’autoritarismo della nostra società.

La riforrna Sullo introdurrebbe la partecipazione degli studenti alla vita dell’Università.

Si tratta di una beffa.

In primo Iuogo tale partecipazione è rigidamente minoritaria, quindi non è in qrado di condizionar e nulla.

E l’esperienza fallimentare dei defunti organismi rappresentativi universitari ha dimostrato quanto valgano i giochi rituali di una “democrazia” formale.

In secondo luogo la scuola rispecchia necessariamente la società che la esprime, il che significa che proporre la partecipazione nell’Università mentre lo Stato e l’economia continuano a fondarsi sul privilegio e sull’autoritarismo, non è credibile e non ha senso.

È come proporre di innestare un germoglio vivo su un ramo fradicio.

Dinanzi a questo tentativo di insidiosa mistificazione, bisogna reagire manifestando tutto il nostro sdegno.

Contro iI piano Sullo occorre mobiIitare tutte le forze.

La risposta dei giovani agli inganni del governo deve essere unitaria, imponente sprezzante.

Gli studenti italiani devono mostrare agli squallidi profittatori del potere politico che la partecipazione non è un paravento dietro cui continuare a nascondere i priviIegi di sempre; Ia partecipazione sarà una conquista rivoluzionaria che spazzerà via l’ordine borghese.

Perché partecipazione nello Stato significa autentica democrazia popolare, identificarsi dello Stato nel popolo.

Partecipazione nelle fabbriche significa autogestione dei lavoratori di ogni ordine e grado, nell’intertesse della comunità nazionale.

Partecipazione nelle scuole significa comunità di studenti e professori che si autogoverna fuori da oblique influenze, per Ia scienza e Ia cultura, nel quadro di uno Stato popolare e di una società libera e giusta.

DALLA FACOLTA’ DI GIURISPRUDENZA OCCUPATA – Roma 21 gennaio 1969

Il Movimento Studentesco di Giurisprudenza

 

DALLA FACOLTA’ DI GIURISPRUDENZA OCCUPATA

28 GENNAIO 1969

La Prima Commissione di Giurisprudenza, dopo l’esame della situazione generale della Facoltà, nella consi­derazione della inadeguatezza delle attuali strutture incompatibili con I’esigenza di studio e di ricerca degli studenti, interpretando la volontà rinnovatrice dei loro colleghi:

RITIENE indilazionabile addivenire alla formulazione autonoma di un Progetto di ristrutturazione della Facoltà di Giurisprudenza in armonia con i reali interes­si degli studenti.

PRESUPPONE come indispensabiIe misura temporanea I’isti­tuzione di applIi mensiIi Iirnitatamente a coloro i qua­il non sono in regola con gli esami prescritti annual­mente (Fuori-anno).

CONDANNA la volontà del corpo docente di perpetuare gli abusi procedurali, contravvenendo non solo alle norme degIi appositi regoIamenti, ma a precisi impegni assunti neI giugno uItimo scorso.

DEMANDA ad una apposita commissione di vigilanza iI controIlo sulla regolarità della procedura d’esame.

CONSIDERA, essendoci state esplicite ammissioni da par­te degli stessi docenti, coerentemente a tali ammissioni e alla linea di lotta, indispensabile l’abolizione degli scritti ché, d’altro canto, tali scritti restano un fatto puramente episodico e formale, non inserendosi in un contesto di partecipazione e di frequenza.

MOVIMENTO STUDENTESCO DI GIURISPRUDENZA

“Ce n’est qu’un debut, continuons le combat “

 

 

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