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Preti pedofili. Papa Francesco riunisce i vescovi in Vaticano

Papa Francesco ha convocato in Vaticano i massimi responsabili delle conferenze episcopali di tutto il mondo, i quali da oggi, giovedì 21 febbraio, a domenica prossima si confronteranno sul tema dei preti pedofili. I cataclismi che hanno sconvolto gli episcopati di Cile, Stati Uniti e Irlanda sono stati un segnale potente per la Chiesa. La valanga può essere ancora fermata, confidano oltre il Portone di Bronzo, prima che travolga tutta la Chiesa Cattolica Romana e Apostolica.

Sulla faccenda non c’è niente di nuovo. È noto che ci sono preti con amanti, preti omosessuali, preti pedofili… insomma preti deviati. A tutti, prima o poi è capitato di incontrarne uno. Ricordo al primo liceo un ragazzo del ginnasio che mi chiese aiuto per il prete insegnante di religione che gli metteva le mani addosso. La risolsi da guappo: andai nella chiesa dove lui era parroco, lo strinsi contro il muro e lo minacciai di terribili cose (non ricordo esattamente, ma furono davvero terribili, perché avevo appena finito di leggere un libro sulle torture in uso tra i pellirosse Seneca) se non avesse lasciato in pace il mio amico. Credo che i successivi sbandamenti e i tentativi di suicidio di quel mio amico siano dipesi in gran parte da quell’esperienza allucinante. Se la cosa capita ad una ragazza è quasi impossibile correre ai ripari: primo perché la vittima non parla per la vergogna, secondo perché una toccata erotica la si può facilmente contrabbandare per innocente gesto d’affetto.

Nel corso degli anni è aumentata la mole di denunce contro i preti deviati fino al punto da scuotere dalle fondamenta la stessa Cattedra di Pietro.

L’esperienza mi dice che alle vittime vere si sono aggregate tantissime persone in cerca di visibilità e di quattrini. Succede sempre così. S’è visto con la faccenda delle attrici che la danno a produttori e registi. Scoppiato uno scandalo a Hollywood, s’è scatenata la corsa a chi ne ha subite di più. Non ho alcuna esperienza di cinema. Sono stato in giuria diverse volte per concorsi di bellezza e posso assicurare che sono le concorrenti (e soprattutto le madri) che si propongono. Non c’è alcun bisogno di allungare le mani: le allungano loro. Non tutte, intendiamoci. Ho avuto che fare con genitori e ragazze di grande riservatezza, ma quando si parla di concorsi di bellezza il sesso arriva, diciamo così, sua sponte.

Racconti e pettegolezzi del mondo del cinema (ne ho raccolti parecchi a Cinecittà, per esempio) presentano attrici e attori (il sesso “maschile” va oggi più forte di quello “tradizionale”, noioso e scontato – dicono) persone in carriera che non conoscono la parola “pudore”, e basti questo.

Torniamo ai preti. La Chiesa è sopravvissuta a vicari di Cristo con mogli, amanti e figli, a vescovi con il “vizietto”, a frati dal sempre rigido cordone… ma non c’erano i social. In più, l’eventuale denuncia sarebbe finita male, molto male per il/la denunciante.

Oggi, ciò che accade a Tokyo in pochi secondi arriva al ragazzotto del paesino tra i monti. Molto di quello che viaggia sul web è fasullo. Le notizie false (le citatissime fake news) vanno veloci quanto quelle vere. Ma è difficile che ad una persona interessi davvero la verità. Credo che interessi di più la cattiveria, soprattutto quando il soggetto colpito è un vip. Da che mondo è mondo, la piccola gente, quella che vive esistenze scialbe e frustranti, gode di soddisfazione vedendo il ricco alla berlina, il potente in manette, re e regine andare al capestro.

Cosa faranno questi potenti vescovi riuniti in Vaticano? Intanto, il Papa dev’essere certo che fra di loro non ci sia nemmeno un deviato. Ve l’immaginate cosa succederebbe se cominciassero a circolare voci al riguardo? intercettazioni telefoniche? messaggi hackerati? Si presuppongono quattro giorni di fuoco per la Chiesa di Roma.

Il rimedio più semplice sarebbe l’abolizione del celibato. Mica l’ha detto Dio o Cristo o lo Spirito Santo che i preti non si possono sposare. È una prescrizione interna della Chiesa inventata nei secoli nei quali la donna era sempre Eva tentatrice, strumento del Demonio. Non è che il matrimonio farebbe guarire i malati (sono convinto che le deviazioni sessuali siano riconducibili a scompensi chimici et similia) ma ridurrebbe di molto la voglia di sesso fuori dal letto canonico. Tradire le proprie donne, credo sia un fatto naturale per il maschio, che vede la monogamia come una condanna. Ma questo è un altro capitolo.

Il messaggio di apertura di Papa Francesco è stato chiarissimo. Fra l’altro ha detto: «Dinanzi alla piaga degli abusi sessuali perpetrati da uomini di Chiesa a danno dei minori, ho pensato di interpellare voi, Patriarchi, Cardinali, Arcivescovi, Vescovi, Superiori Religiosi e Responsabili, affinché tutti insieme ci mettiamo in ascolto dello Spirito Santo e con docilità alla Sua guida ascoltiamo il grido dei piccoli che chiedono giustizia. Grava sul nostro incontro il peso della responsabilità pastorale ed ecclesiale che ci obbliga a discutere insieme, in maniera sinodale, sincera e approfondita su come affrontare questo male che affligge la Chiesa e l’umanità. Il santo Popolo di Dio ci guarda e attende da noi non semplici e scontate condanne, ma misure concrete ed efficaci da predisporre. Ci vuole concretezza».

La Chiesa, quando vuole, sa essere molto concreta: basti pensare ai roghi accesi in tutta Europa per “salvare le anime di poveri indemoniati”.

 

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