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Quirinale confusionario. Mattarella commemora Alessandrini

Capita troppo di frequente che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dica cose fuor di luogo. Chi gli scrive i discorsi dovrebbe andarci più cauto. Meno male che blog e imitatori vari lo lasciano in pace, sennò il Quirinale diventerebbe un’altra Casamicciola. L’ultima uscita confusionaria è di oggi, martedì 29 gennaio 2019. Per ricordare il magistrato Alessandrini ucciso da un gruppo di fuoco di Prima Linea, organizzazione-costola di Lotta Continua, che nemmeno i più ipocriti hanno mai definito “fantomatica” la sua colorazione rosso sangue.

Mattarella, dunque, ha dichiarato:

«La mattina del 29 gennaio del 1979 Emilio Alessandrini, sostituto Procuratore della Repubblica di Milano, mentre si stava recando in tribunale, veniva ucciso ad opera di un commando del gruppo eversivo Prima Linea».

A parte il fatto che non esiste la «…Repubblica di Milano» e che, perciò, un bravo cronista avrebbe scritto: «… sostituto procuratore della Repubblica a Milano», definire Prima Linea “eversiva” è uno scoperto escamotage per non dire “comunista” “estremista di sinistra” “terrorista di sinistra” etc.

In conclusione, la prima frase fa supporre che quei compagni combattenti fossero stati non meglio colorati.

Ma la seconda frase è ancora peggiore. Ha continuato Mattarella:

«Magistrato che profuse il suo impegno nella lotta al terrorismo, in particolar modo all’eversione di destra…».

Il lettore è invitato, in questo modo, ad identificare Prima Linea come gruppo terrorista di destra.

Per di più, la notizia è falsa. Alessandrini fu il primo magistrato ad occuparsi dei gruppi di sinistra ed in particolare di Autonomia milanese, che nemmeno il più falso dei gostwriter potrebbe definire di destra.

La furia polemica di taluni scavalca tutti i confini e crea confusione e rabbia male indirizzata. Sarebbe bello se Mattarella un bel giorno decidesse di dare una bella ramazzata agli autori che, fra l’altro, paghiamo noi tutti.

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