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Shoah. Conte dice al Tempio: non ho paura del diverso

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sta velocemente emergendo come protagonista. Della serie: tra i due litiganti (Di Maio-Salvini) il terzo gode (Conte) sicché ogni occasione è buona per presentarsi come campione di tolleranza e compassione in alternativa a chi prova «paura del diverso». Nella lettera (che qui sotto riportiamo integralmente) inviata a Ruth Dureghello, presidente della comunità ebraica romana, Palazzo Chigi fa autogol quando assimila chi è di religione ebraica a chi è “diverso”. Innalzando il peana alla bontà, l’autore del testo s’è fatta prendere la mano e il presidente l’ha firmata senza leggerla; oppure l’ha partorita Conte da solo e allora c’è parecchio da temere. Una scivolata del genere, fatta in altri contesti di relazioni internazionali, farebbe seri danni. I documenti ufficiali necessitano di grande attenzione. Meglio una “marcia silenziosa” come quella organizzata per domani (domenica 21 ottobre) dalla Comunità di Sant’Egidio d’intesa con la Comunità ebraica.

Questo il testo della lettera presidenziale:

«Gentilissima dottoressa Dureghello,

è con grande partecipazione che condivido con Lei l’emozione che nasce dalla ricorrenza del 16 ottobre, data storica per la comunità ebraica e per la stessa città Roma, in cui si ricordano più di mille concittadini ebrei che, in quel drammatico giorno del 1943, hanno vissuto una delle più dolorose tappe di un incubo iniziato nel 1938 con l’entrata in vigore delle leggi razziali.

Quest’anno, in occasione della ricorrenza degli ottant’anni dalla loro promulgazione, le numerose iniziative promosse hanno consentito di riflettere non solo sulle responsabilità del regime fascista e di chi all’interno di quel sistema sociale, culturale e giuridico è stato legittimato ad agire, ma anche sulle insidie che, alimentate dal seme della discriminazione e dell’odio, ancora oggi minacciano la concreta tutela dei diritti fondamentali nella comunità civile.

Per evitare che ciò possa accadere di nuovo è necessario ricordare quel drammatico 16 ottobre 1943 che ha segnato per sempre la Comunità ebraica di Roma e le tragiche conseguenze delle deportazioni nei campi di sterminio.

La Presidenza del Consiglio dei ministri assicura il proprio impegno a sostenere tutte le iniziative volte a perpetuare la memoria della Shoah, affinché quella tragica pagina del nostro passato non resti soltanto un ricordo da tramandare e condividere, ma costituisca soprattutto un insegnamento essenziale per combattere ogni comportamento dettato dalla paura del diverso.

Con questi sentimenti Le chiedo, gentile Presidente, di rappresentare alla Comunità ebraica di Roma la partecipazione del Governo e il mio personale, commosso abbraccio,

Giuseppe Conte».

A questo punto si pone il quesito: quando costerà alle pubbliche casse l’«impegno» preso da Palazzo Chigi?

 

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