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Preti pedofili. L’arcivescovo ribelle: Francesco dimettiti!

L’ex nunzio apostolico negli Stati Uniti arcivescovo Carlo Maria Viganò ha chiesto le dimissioni del Papa. L’alto prelato accusa il capo della Chiesa cattolica romana e apostolica di aver coperto per anni gli abusi omosessuali del cardinale americano Theodore Edgar McCarrick. Viganò ha dichiarato che in Vaticano, Papa incluso, la pedofilia del cardinale era nota e che tutti facevano finta di non sapere.

Secondo un’inchiesta del quotidiano The New York Times, McCarrick  era stato più volte accusato di molestie sessuali dai seminaristi “toccati” e nessuno aveva preso provvedimenti.

Il mese scorso, il cardinale si è dimesso dal Collegio cardinalizio e Papa Francesco l’ha confinato in casa in attesa dei risultati del processo canonico.

Frequentando le parrocchie, non è raro imbattersi in un prete “toccone”. È storia vecchia, saputa e risaputa. È diventata di attualità da quando alcuni ambienti statunitensi, legati ad un’altra “chiesa”, hanno scatenato l’offensiva contro la Chiesa cattolica usando come artiglieria le accuse (non sempre provate, a dirla tutta) di pedofilia praticata da preti, vescovi e cardinali.

Ciò posto, il dato nuovo è la richiesta di dimissioni rivolta ad un Papa. La rinuncia di Papa Ratzinger ha spazzato via tutto un mondo costruito in secoli di lotte e imposizioni. Non è il caso nemmeno di provare a fare un riassunto (annoierebbe e farebbe calare i click), basti dire che il Papa infallibile, vicario di Cristo sulla Terra, sovrano assoluto, successore del principe degli apostoli, sommo pontefice della Chiesa universale etc. etc. è oggi equiparabile ad un qualsiasi amministratore delegato (tipo fu Marchionne, per intenderci) il quale, per quanto potente e formidabile, può essere messo alla porta da un consiglio di amministrazione insoddisfatto delle sue performances.

La trasformazione del vicario di Cristo etc. in ad (o ceo, per dirla all’americana e cioè chief executive officer) è un dato epocale. La Chiesa di Roma è sopravvissuta per oltre duemila anni a minacce d’ogni tipo adeguandosi alle circostanze e azzeccando sempre gli alleati del momento. L’attuale crisi del mondo così come s’è venuto costruendo da Aristotele in poi è molto più profonda di una sia pur grave crisi economica. Anche qui, è meglio evitare il racconto delle puntate precedenti e saltare al dunque, che è questo: nel vuoto determinato dalla morte delle ideologie (e degli Dei, non esclusi quelli coranicotestamentari) si va per tentativi. In Vaticano, il collegio cardinalizio con poteri di consiglio d’amministrazione e il papa con poteri di amministratore delegato tracciano una nuova via per la sopravvivenza della chiesa cattolica.

Ovviamente Francesco non si dimetterà (al momento), ma il meccanismo ad orologeria è partito.

 

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