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Governo, la collina Conte partorisce minitopolini

Sul sito del governo, dalle 19 in poi, è comparsa la dicitura “E’ in corso a Palazzo Chigi la riunuione del Consiglio dei Ministri”. L’emozione? la fretta? personale nuovo? qualunque ne sia stata la causa, non depone bene che su quattro parole ci sia un grossolano errore di battitura: quel “riunuione” la dice lunga a proposito di dilettantismo.

Alle 20.30 circa, la dicitura è cambiata in “Si è svolta a Palazzo Chigi la riunione del Consiglio dei Ministri”. Bisognerà aspettare un po’ per sapere cosa è stato deciso.

“Today” scrive che quello di oggi è stato il “primo vero consiglio dei ministri”. Vabbè, quello di venerdì scorso era finto? Invece di riconoscere che hanno tutti sbagliato a scrivere “oggi primo Cdm”, s’arrampicano sugli specchi. A dirla tutta, data l’assenza del presidente Conte, decollato per il Quebec dove domani e dopodomani parteciperà al G7 di Charlevoix, nemmeno questo è “il vero primo Cdm”.

Presieduto dal vicepresidente Salvini, il Cdm è terminato alle 20. Il comunicato stampa è arrivato tardi e non si comprende visto che hanno seguito l’odg alla lettera e tra le varie ed eventuali c’è stata soltanto la promozione di un prefetto.

Copio e incollo il testo integrale (maiuscole e punteggiatura originali).

«Il Consiglio dei ministri, su proposta dei Ministri per gli affari europei, Paolo Savona, e delle infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo – predisposto in attuazione della delega legislativa contenuta nell’articolo 1 della legge di delegazione europea 2016-2017 – che  provvede al recepimento della direttiva (UE) 2016/1629del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 settembre 2016, che stabilisce i requisiti tecnici per le navi adibite alla navigazione interna.

La direttiva è stata introdotta con la finalità di incrementare gli standard di sicurezza per le navi, a protezione dell’uomo e dell’ambiente, in connessione con l’obiettivo europeo di incrementare sensibilmente nei prossimi anni il trasporto fluviale nello spazio comune, ancora molto limitato nel nostro Paese, anche al fine di ridurre quello su rotaie o su strada. Essa è tesa ad armonizzare i requisiti tecnici per il rilascio dei certificati di navigazione per le navi addette alla navigazione interna, al fine di garantire un livello uniforme di sicurezza della navigazione ed evitare distorsioni della concorrenza tra i Paesi membri.

In questa prospettiva, si mira a migliorare la sicurezza nella navigazione interna e a prevenire l’inquinamento migliorando il trasporto fluviale delle persone e delle cose in Italia, tenendo conto che le vie navigabili interne, le cui potenzialità non sono ancora valorizzate, possono svolgere un ruolo sempre più importante per il trasporto delle merci e delle persone nell’entroterra e come collegamenti con i mari europei. L’obiettivo che si pone l’Italia nei prossimi anni, in aderenza all’obiettivo dell’Europa sarà, infatti, quello di incrementare notevolmente il trasporto per vie d’acqua e diminuire quelle per via treno e strada entro il 2030, con vantaggi significativi in termini di diminuzione dell’inquinamento e di minore costo sociale. Nel medio termine il provvedimento si propone di conseguire anche il miglioramento della competitività delle imprese e delle società armatrici che rispettano gli obblighi normativi, realizzando altresì un’efficace azione di sorveglianza del mercato stesso.

Nello specifico, il punto saliente del provvedimento è costituito dalla descrizione della procedura prevista per il rilascio del nuovo Certificato unico europeo della navigazione interna. A tal fine, la nave deve essere sottoposta, su iniziativa del proprietario e previa presentazione della documentazione utile, certificata dagli Organismi di classificazione, ad un’ispezione compiuta dalla Commissione territoriale della navigazione interna competente per territorio. Quest’ultima effettua poi le visite per il rinnovo del medesimo certificato nonché quelle addizionali, previste laddove l’imbarcazione subisca un sinistro ovvero sia sottoposta a riparazioni o innovazioni di una certa rilevanza. Nel caso in cui il proprietario o l’armatore omettano di sottoporre l’imbarcazione a tali visite è prevista a loro carico l’irrogazione di una sanzione penale. Oltre a tali ispezioni, restano salve le attività di controllo ordinario compiute dagli uffici dell’autorità competente del luogo in cui avviene il transito dell’imbarcazione.

L’adeguamento normativo ha riguardato anche una serie di regole costruttive da applicare alle navi addette alla navigazione interna e alla connessa gestione dei procedimenti amministrativi relativi ai certificati delle medesime navi, introducendo la Banca europea degli scafi e il Numero unico di identificazione delle navi.

Rispetto alla vigente normativa in materia di navigazione interna, il decreto specifica con maggior chiarezza gli obblighi cui sono tenuti i proprietari delle unità navali e i poteri di controllo della pubblica autorità e descrive con maggior precisione le condotte che comportano sanzioni penali.

Il Consiglio dei ministri ha deliberato:

  • di esercitare, a tutela degli interessi essenziali della difesa e della sicurezza nazionale, i poteri speciali, con l’imposizione di condizioni e prescrizioni, in relazione all’operazione di acquisizione delle azioni costituenti l’intero capitale sociale della Next Ingegneria dei Sistemi s.p.a. da parte della società Defence Tech Holding s.r.l.;
  • di esercitare i poteri speciali con riferimento alla modifica della governancedella società Reti Telematiche Italiane s.p.a derivante dall’assemblea degli azionisti del 27 aprile 2018, mediante l’imposizione di prescrizioni e condizioni volte a salvaguardare le attività strategiche della società nel settore delle comunicazioni.
  • Il Consiglio dei ministri, su proposta del Vicepresidente e Ministro dell’interno, Matteo Salvini, ha deliberato la cessazione dalle funzioni di Prefetto di Bologna del dott. Matteo PIANTEDOSI,  per il successivo conferimento allo stesso delle funzioni di Capo di Gabinetto del Ministero dell’interno.
  • Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie, Erika Stefani, ha esaminato quattordici leggi delle Regioni e ha deliberato:
  • di impugnare:

1) la legge della Regione Valle Aosta n. 3 del 20/03/2018, recante “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi della Regione autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea. Modificazioni alla legge regionale 26 maggio 2009, n. 12 (Legge europea 2009), in conformità alla direttiva 2014/52UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, che modifica la direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell’impatto ambientale”, in quanto la legge, nell’apportare modifiche alla previgente disciplina regionale in materia di VIA, eccede dalle competenze riconosciute alla Regione Valle d’Aosta dallo Statuto di autonomia,  invadendo la competenza esclusiva statale in materia di  tutela dell’ambiente  e dell’ecosistema di cui all’articolo 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione;

2) la legge della Regione Campania n. 18 del 11/04/2018, recante “Interventi regionali per il recupero, il reimpiego e la donazione ai fini del riutilizzo di medicinali inutilizzati in corso di validità”, in quanto alcune disposizioni riguardanti il recupero dei medicinali non utilizzati si pongono in contrasto con i principi fondamentali in materia di tutela della salute, in violazione dell’art. 117, terzo comma, della Costituzione e del principio di uguaglianza di cui all’articolo 3 della Costituzione;

  • di non impugnare:

1) la legge della Regione Marche n. 4 del 03/04/2018, recante “Modifiche alla legge regionale 13 aprile 2015, n. 14 “Riordino della disciplina relativa al Collegio dei revisori dei conti della Regione Marche””;

2) la legge della Regione Marche n. 5 del 03/04/2018, recante “Norme in materia della tariffazione puntuale dei rifiuti nella regione Marche”;

3) la legge della Regione Marche n. 6 del 03/04/2018, recante “Modifica alla legge regionale 20 gennaio 1997, n. 10 “Norme in materia di animali da affezione e prevenzione del randagismo” e alla legge regionale 18 dicembre 2017, n. 36 “Modifiche alla legge regionale 20 gennaio 1997, n. 10” “Norme in materia di animali da affezione e prevenzione del randagismo””;

4) la legge della Regione Marche n. 7 del 03/04/2018, recante “Riconoscimento di debito ai sensi dell’articolo 73 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118”;

5) la legge della Regione Campania n. 15 del 11/04/2018, recante “Disposizioni per la promozione, diffusione e ricerche di tecniche per l’agricoltura di precisione ed uso sostenibile delle risorse in agricoltura”;

6) la legge della Regione Campania n. 16 del 11/04/2018 , recante “Attribuzione al Difensore civico regionale del ruolo di Garante per il diritto alla salute ai sensi della legge 8 marzo 2017, n. 24 (Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie)”;

7) la legge della Regione Campania n. 17 del 11/04/2018, recante “Diffusione delle tecniche salvavita e dei concetti di prevenzione primaria quali la disostruzione delle vie aeree e la rianimazione cardiopolmonare”;

8) Legge Regione Puglia n. 10 del 09/04/2018, recante “Riconoscimento di debiti fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettera a) ed e), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, come modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2014, n. 126”;

9) la legge della Regione Puglia n. 11 del 09/04/2018, recante “Norme sulla partecipazione della Regione Puglia alla formazione e attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea”;

10) la legge della Regione Puglia n. 12 del 09/04/2018, recante “Modifiche alla legge regionale 16 aprile 2015, n. 24 (Codice del commercio)”;

11) la legge della Regione Puglia n. 13 del 09/04/2018, recante “Disposizioni in materia di semplificazione amministrativa e di rafforzamento della capacità competitiva delle imprese turistiche – modifiche alla legge regionale 11 febbraio 1999, n. 11 (Disciplina delle strutture ricettive ex artt. 5, 6 e 10 della legge 17 maggio 1983, n. 217 delle attività turistiche ad uso pubblico gestite in regime di concessione e delle associazioni senza scopo di lucro) e modifiche alla legge regionale 15 novembre 2007, n. 34 (Trasferimento alle province della competenza amministrativa in materia di esercizio dell’attività di agenzia di viaggio e turismo)”;

12) la legge della Regione Valle Aosta n. 6 del 29/03/2018, recante “Interventi regionali a sostegno delle infrastrutture sportive nei complessi funiviari di interesse sovralocale e ri-finanziamento della legge regionale 18 giugno 2004, n. 8 (Interventi regionali per lo sviluppo di impianti funiviari e di connesse strutture di servizio)”.

Il Consiglio dei ministri è terminato alle ore 20.00».

Al momento la collina Conte partorisce minitopolini.

 

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