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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte suona la campanella

Il secondo (non il primo) Consiglio dei ministri

Nonostante l’ordine del giorno non includa alcunché di sconvolgente, c’è grande attesa per questa “prima” convocazione del Consiglio dei ministri. In realtà è la seconda, ma qualcuno ha scritto che era la prima e tutti si sono adeguati: dalla gazzetta del sud a quotidiano.net è un coro di “prima volta”. Che invece è stata (come il cronista prima di scrivere avrebbe potuto leggere sulla pagina del governo) lo scorso 1° giugno, mentre il Consiglio dei ministri n.2 è stato convocato per le ore 19 di oggi giovedì 7.

Al di là di 1 o 2 (i cronisti a volte danno i numeri e nemmeno giusti), la grande attesa non è un’esagerazione.

Lo scorso venerdì 1° giugno, il Cdm si era riunito alle 17,38 (notare la precisione dell’ufficio stampa a sottolineare che questo è il governo del cambiamento) ed aveva formalizzato i nomi e gli incarichi dei ministri, dei due vicepresidenti e del sottosegretario alla presidenza Giancarlo Giorgetti. Aveva anche «deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza in conseguenza della condizione di difficoltà nell’accessibilità ai Comuni di Madesimo e Campodolcino, a causa dell’aggravamento della vasta frana nel Comune di San Giacomo Filippo (Sondrio)» e «deliberato la proroga, per sei mesi, dello scioglimento del Consiglio comunale di Scafati (Salerno), già deliberato a norma dell’articolo 143 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (TUEL)».

La riunione era stata chiusa, come informava il comunicato ufficiale, alle 17,55. Diciassette minuti complessivi.

Stasera ci si aspetta qualcosa di più corposo e forse gli addetti ai lavori parlano di primo Consiglio dei ministri invece di secondo perché il primo in ordine di tempo è stato di routine. Mah. Comunque, l’ordine del giorno contempla tre capitoli e cioè: l’esame preliminare (affidato agli Affari europei ed a Infrastrutture e trasporti) del Decreto legislativo relativo all’Attuazione della direttiva 2016/1629 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 settembre 2016, che stabilisce i requisiti tecnici per le navi adibite alla navigazione interna, che modifica la direttiva 2009/100/CEE e che abroga la direttiva 2006/87/CE; leggi regionali (il contenzioso delle Regioni è una delle cifre principali di questi ultimi anni): varie ed eventuali.

Tutto qua? Beh, nella voce “varie ed eventuali” il più delle volte si inseriscono provvedimenti importanti e perciò non è detto che anche stavolta il Cdm sarù esercizio di routine.

Aspettiamo.

 

 

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