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Governo Conte (in differita). Elezioni scongiurate

Han giurato. Il duello tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la coppia Salvini-Di Maio è finito. Almeno per il momento. Il buon Cottarelli è tornato nel cassetto quirinalizio mentre il governo Conte è pronto a prendersi la fiducia in Parlamento.

Il dato certo è che non si voterà più tra due mesi. Tutto il resto è in grembo agli Dei.

È stato un susseguirsi di colpi di scena. Senza l’ostinazione del duo gialloverde, ora avremmo il governo scelto dal Quirinale. Nessuno poteva prevedere che la Lega e il M5s trovassero la quadra, men che mai avrebbe potuto prevedere che i due movimenti avrebbero fatto fronte comune contro il governo Cottarelli. Che il ministro dell’Economia in pectore Paolo Savona se ne stesse tranquillo mentre gli si apprestava un ruolo di consolazione, qualcuno sarebbe stato in grado di anticiparlo? Era più umano ipotizzare che avrebbe sbattuto la porta piuttosto che mendicare un posto intorno al tavolo di Palazzo Chigi. Hanno trovato il modo di non fargli perdere la faccia e, insieme con lui, a Salvini che s’era dichiarato irremovibile sulla nomina di Savona all’economia. Non so chi sia stato, ma è senz’altro una persona dalle mille risorse chi ha consigliato di prendere il sottosegretariato agli Affari europei e promuoverlo ministero da affidare all’ottantaduenne economista.

Il ministro (senza portafoglio) Savona dovrà accontentarsi della sede di Largo Chigi (adatta ad un dipartimento, ma piccola per un dicastero).

Ma torniamo alla politica. Cosa succederà con questo governo? Avremo davvero una manica di dilettanti allo sbaraglio? Delle decine di proposte elettorali (parlo di quelle incluse nel famoso “contratto di governo” siglato da Salvini e Di Maio) quante diventeranno dispositivi concreti? quante saranno rimandate perché “lo stato attuale dei conti pubblici non lo consente”, perché “ne approfitterebbero i nostri nemici per liberarsi di noi”, perché “ci vuole tempo per riparare i danni fatti dai governi precedenti” etc. etc.….? Di spiegazioni relative a promesse fatte e non mantenute un buon copywriter è in grado di sfornarne a raffica.

Altra questione: è un governo di destra, come dice il Pd?

Cinquant’anni fa, quando fondammo “Lotta di Popolo”, provammo a spiegare che le etichette “destra” e “sinistra” erano un retaggio che faceva comodo a chi voleva che non cambiasse niente. Cercammo anche punti d’appoggio autorevoli. Fra i tanti, quello che più ci piacque fu Ortega y Gasset, un filosofo spagnolo morto una decina di anni prima, il quale aveva dichiarato: «Definirsi di destra o di sinistra è uno dei modi che un uomo ha per autoproclamarsi imbecille». Che lui fosse un prospettivista e un circostanzialista ci interessava poco. Nel suo libro “La ribellione delle masse”, trovammo qualcosa che ci apparteneva e cioè che sono le minoranze a fare la storia e non le masse che non hanno coscienza politica. A distanza di tanti anni, dopo che due movimenti anti-sistema hanno preso sedici milioni di voti, legittimi e reali, cosa riescono a partorire gli intelligentoni del Pd? La vecchia tecnica di criminalizzare il nemico (fascista, populista, troskoavventurista, socialdemocratico, revisionista etc.) non funziona più e quelli manco se ne sono accorti. Il 4 marzo, la Lega ha preso un milione di voti al Sud, nonostante i soloni piddini (e affiliati vari) l’indicassero come la nemica razzista delle popolazioni meridionali.

C’è ancora qualcuno che non ha capito dove siamo e non si rende conto che i vecchi schemi (che per noi di “Lotta di Popolo” erano già da buttare allora) non funzionano se non per pochi aficionados.

Qua c’è più della metà dei cittadini-elettori-consumatori-utenti-clienti che non va a votare. Non è che votano scheda bianca o scrivono oscenità sulla scheda, non ci vanno affatto. Ignorano la chiamata al voto perché si sono convinti che non serva a niente, che qualunque sia la scelta del popolo, “quelli fanno come gli pare”. E meno male che il mostriciattolo gialloverde è riuscito a superare le barriere quirinalizie. Se non fosse successo, sarebbe cresciuto il numero degli scettici: vedete? pur di non far fare il governo a chi ha vinto le elezioni, si sono inventati il governo tecnico.

Il governo Conte dovrà guadagnarsi i voti (soprattutto al Senato, dove il margine è di soli 6 voti, mi pare) su ogni decreto, su ogni proposta di legge, su ogni scelta. E dovrà stare attento a non dare al Quirinale il modo di bloccarlo. Ovviamente in punta di Costituzione.

Ultima cosa: la faccia del gatto e della volpe (Salvini e Di Maio) quando ha giurato Savona. Ma non soltanto per questo la diretta dal Quirinale è stata uno spettacolo interessante. Mi pare di aver notato un paio di stacchi: forse è stata una diretta un po’ differita.

Finale con foto di gruppo.

 

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