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Ricordo di Roma: insieme con Gianluca

CasaPound può contare su 312.192 italiani

Sono stato deludenti i risultati elettorali di CasaPound? Per chi si aspettava una valanga di voti per improvvisa “illuminazione” di una parte d’elettorato, è ovvio che sì. Guardati con occhi aperti, quei dati sono di tutto rispetto. I ludi elettorali premiano gli atleti che hanno maggiore dimestichezza con il gioco. La partecipazione è necessaria per capire i meccanismi e perciò va ripetuta: più volte partecipi e maggiori sono le probabilità di salire sul podio. Va da sé che il miglioramento progressivo è assicurato allorché di volta in volta i risultati siano correttamente capitalizzati. Sono cose scontate e non mi dilungo.

Vediamo le cifre fornite dal Viminale (all’ultimo aggiornamento nazionale, comunque, mancavano ancora 27 seggi e 10 collegi uninominali).

CasaPound ha raccolto 312.192 voti (0,94%).

Niente male per una lista quotidianamente demonizzata e criminalizzata. Altre liste più simpatiche all’establishment, però, hanno raccolto meno voti. La lista Civica Popolare Lorenzini s’è fermata a 177.825 voti. È roba da poco aver superato i consensi di una ministra con tanto di sponsorizzazione organizzata?

Il bottino elettorale di CasaPound è stato più ricco anche della lista Italia Europa Insieme che ha raccolto 197.766 voti. E la lista Il Popolo e la Famiglia? Con 218.866 voti è rimasta circa centomila voti indietro.

Svp (Südtiroler Volkspartei) e Patt (Partito autonomista trentino) s’erano uniti in un solo simbolo per dare una mano al centrosinistra in difficoltà. Ebbene non hanno superato la linea dei 134.651 voti, meno della metà dei consensi registrati da CasaPound.

Cito anche la lista Italia agli Italiani (126.207 voti) ma mi sarebbe piaciuto che non ci fosse stata (pio desiderio di alcun peso; però la pagina è mia e ci scrivo quello che mi pare).

Mi fermo. Citare liste confortate da qualche migliaio di voti, sarebbe come sparare sull’ambulanza.

A CasaPound, dunque, festeggerei con orgoglio e soddisfazione per aver sorpassato tante liste benvolute e accolte in potenti coalizioni in lizza per il governo.

Inviterei anche a dare uno sguardo alla storia: la mietitura elettorale non è stata abbondante per nessuno alle prime semine.

Considerando che ho abitato a Roma fino a due anni fa (e ho messo una foto ricordo in apertura), mi soffermo su Mauro Antonini, il candidato di CasaPound al governo della Regione Lazio.

C’erano parecchi elementi (dall’exploit di Ostia a quello di Bolzano) che facevano immaginare uno strepitoso risultato. Ma a me non sembrano affatto pochi i 60.117 voti rastrellati da Mauretto.

Il Centro Solidale Zingaretti, per esempio, ha avuto 48.802 voti, Noi con l’Italia-Udc s’è fermata a quota 41.177, +Europa Emma Bonino ha raccolto 52.415 voti. Perfino la lista-sorpresa (il boom di Lega e Cinquestelle è stato sorprendente soltanto per gli accecati) di Potere al Popolo (intestazione bellissima che mi dispiace se la siano accaparrata i compagni) non è arrivata al gradino di Mauretto. Hanno raccolto, infatti, 43.855 voti,  16.262 voti dietro CasaPound.

C’è anche Energia per l’Italia, la lista personale di Stefano Parisi, il candidato governatore del centrodestra: 37.008 voti, oltre 23mila in meno di Mauretto. Il quale, ripeto, non disponeva delle potenti coperture assicurate ad altri democratici esponenti della cosiddetta società civile. Potrei continuare, ma credo che gli esempi riportati siano più che sufficienti e poi non mi va di sprecare spazio per citare liste occasionali se non di mero disturbo.

A proposito delle liste che hanno sottratto voti a questo e a quello, è sbagliato lamentarsi. Strapparsi i capelli e gridare al complotto è stupido oltre che inutile. È un segno di debolezza fare il pianto greco perché se quello non si presentava io vincevo. Embè? E cosa davi tu a quello per non farti fregare voti?

La battaglia elettorale si conduce spesso se non soprattutto facendo accordi, dando volontariamente spazi che altrimenti l’altro ti ruba sia pure per semplice rancore.

Raccogliere voti è difficile faticoso umiliante… ripeto: sono i ludi elettorali; se si partecipa, bisogna stare attenti alle regole, soprattutto a quelle irregolari.

Chiudo con una considerazione in merito al risultato di CasaPound in questo paese (Rocca Imperiale) dove attualmente vivo: la candidata Valentina Timpanaro ha avuto 7 voti. Pochi? Dipende. Qui, a sentire certi infastiditi commenti, sono pure troppi.

Giuseppe Spezzaferro

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